851Esce oggi con la regia di Paolo Gonella di Officine Kaplan il nuovo video de “L’imbucato”, secondo singolo estratto dal disco d’esordio di Losburla, “I Masochisti” (Libellula/Audioglobe), uscito a settembre dello scorso anno con ottimi riscontri sia a livello di critica che di pubblico. Ambientato nella splendida cornice del Diavolo Rosso di Asti, uno dei locali di musica live più suggestivi d’Italia, il video è una divertente panoramica sullo stato di salute del mondo della musica dal vivo in Italia, a cui è stato abbinato l’hastag #capitasesuoni, per stimolare il popolo “social” vicino alla musica live, e per riunire pubblicamente e metaforicamente le centinaia di esperienze paradossali vissute in prima persona dai musicisti italiani.

Il percorso di Losburla, vero nome Roberto Sburlati, è partito montando i palchi di grosse produzioni e come bassista di Marco Notari. Inoltre segue da anni il reparto booking di Libellula, oggi diventato Ronzinante Booking (con Massimo Zamboni, Egokid, Il disordine delle cose, Edoardo Cremonese, etc.) e sta affrontando in questi mesi un tour in tutta Italia. Nasce da qui l’idea di fornire, con il video del nuovo singolo “L’imbucato”, una divertente panoramica sullo stato attuale di salute del mondo della musica dal vivo in Italia, soprattutto per quel che riguarda l’ambito più emergente, spesso messo a dura prova da condizioni estreme di ospitalità. Ecco quindi la breve storia di un musicista e di un suo concerto, dall’arrivo nel locale con la gelida accoglienza del barista fino al momento del riposo in una “bettola” su un letto assai bizzarro, passando per un’esibizione di fronte a un pubblico sparuto e del tutto disattento. In sala, tra gli altri, ragazzi che bevono, urlano e deridono il musicista, anziani che dormono e l’immancabile maniaco delle foto su smartphone. Tra la gente c’è anche un misterioso e spavaldo alter ego del musicista, perfettamente a suo agio nel disinteresse per lo spettacolo e unito al coro dei detrattori, a metà tra la “parte cattiva” e ciò che il musicista è o vorrebbe essere quando non sta sul palco. Il tutto crea una situazione in cui è l’artista sul palco a sentirsi imbucato ad una festa non sua, una sensazione paradossale che ogni musicista che “ha fatto gavetta” ha provato almeno una volta.

Dal momento che, sono convinto, chiunque abbia fatto anche solo un paio di date fuori da casa sua, compresi i musicisti che possono definirsi affermati, sia incappato in problemi simili a quelli rappresentati in maniera quasi caricaturale nel video, credo che questa trama accomuni in qualche modo un po’ tutto il nostro piccolo mondo, fatto di musici, di promoter, di gestori, e di qualche furbetto non troppo educato – racconta Losburla”. – Proprio per questo motivo abbiamo pensato di lanciare il video in maniera viral, visto che si racconta una storiella molto legata a chi suona, chi lavora e chi frequenta i locali live, tanto vale far partire l’operazione dai protagonisti stessi della storiella”
Al video è stato abbinato l’hastag #capitasesuoni, per stimolare il popolo “social” vicino alla musica live, e per riunire pubblicamente e metaforicamente le centinaia di esperienze paradossali vissute in prima persona o raccontate da altri, esorcizzandole con una sana risata.

GUARDA IL VIDEO -> http://youtu.be/-I7lXcPT85A