SANREMO2014BIG:

ARISA –  “Lentamente” e “Controvento”

Esibizione sottotono, forse dovuta all’emozione. Il primo brano è scritto da Cristina Donà e si sente tutta la sua impronta poetica, il secondo è più in linea con le corde di Rosalba e con i suoi pezzi precedenti. Ed infatti pubblico e critica premiano “Controvento”.

FRANKIE HI NRG – “Un uomo è vivo” e “Pedala”

I due brani sono molto simili e pienamente nello stile hip hop di Di Gesù. Il secondo più orecchiabile resta in gara, noi continuiamo a rimpiangere “Quelli che ben pensano”.

ANTONELLA RUGGIERO – “Quando balliamo” e “Da lontano”

Eterea, algida e in un’altra dimensione, cavalca note ed atmosfere che risultano difficilmente comprensibili, la sua classe è indubbia, ma non riesce a toccare le corde giuste. Peccato per il primo brano, scritto da Simone Lenzi dei Virginiana Miller, resta in gara “Da lontano”.

RAPHAEL GUALAZZI & THE BLOODY BEETROOTS – “Tanto ci sei” e “Liberi o no”

Non si coglie bene il ruolo di Bloody Beetroots, completamente assente nel primo brano in pieno stile Gualazzi, l’effetto sul secondo è più Alexia che vera e propria contaminazione. Resta in gara “Liberi o no”, indubbiamente il più orecchiabile.

CRISTIANO DE ANDRE’ – “Invisibili” e “Il cielo è vuoto”

Sulla sua testa pesa il paragone impossibile (ed irraggiungibile) con il padre. “Invisibili” emoziona, “Il cielo è vuoto” non è valorizzato dall’interpretazione di Cristiano, nonostante il bel testo di Diego Mancino. Resta in gara la seconda, anche se a nostro avviso “Invisibili” era più intensa ed adatta alle corde del musicista genovese.

PERTURBAZIONE – “L’unica” e “L’Italia vista dal bar”

Arrivano etichettati come gli outsider del festival, e sono loro invece a dare una lezione di pop a tutti gli altri. “L’unica” è in pieno stile Perturbazione e viene premiata, poco apprezzata e meno orecchiabile “L’Italia vista dal bar”.

GIUSI FERRERI – “L’amore possiede il bene” “Ti porto a cena con me”

Il timbro Casalino (autore del brano vincitore dello scorso anno) non riesce a garantire l’apprezzabilità dei brani. La Ferreri risulta stonata e senza voce, lontana anche dalla musicalità dei pezzi. Tra i peggiori in gara, continua con “Ti porto a cena con me”.

FRANCESCO RENGA – “A un isolato da te” “Vivendo adesso”

Il primo brano ancora di Casalino, il secondo firmato da Elisa. L’interpretazione è delle più classiche sanremesi, uno dei favoriti del festival e dei più amati dal pubblico. A noi non convince, annoia e non si comprende. Resta in gara con “Vivendo adesso”.

GIULIANO PALMA – “Così lontano” e “Un bacio crudele”

Il re delle cover arriva al festival dei fiori con due brani uguali a tutto il suo repertorio precedente. Il primo pezzo è in pieno stile Nina Zilli (autrice del pezzo), il secondo è un amarcord anni ‘60. Non aggiunge nulla di nuovo, prosegue con “Così lontano”.

NOEMI – “L’uomo è un albero” e “Bagnati dal sole”

La donna favorita del festival dimostra un’ottima padronanza del palco ed una bella interpretazione. Il primo pezzo più sperimentale, scritto ancora da Diego Mancino, perde a discapito dell’orecchiabile e soul “Bagnati dal sole”.

RENZO RUBINO – “Ora” e “Per sempre, poi basta”

Direttamente dal Sanremo Giovani dello scorso anno, ci sembra un bel punto interrogativo: potrebbe essere un genio o un grande abbaglio, probabilmente per questo vincerà il premio della critica. Resta in gara il pezzo più movimentato “Ora”.

RON – “Un abbraccio unico” e “Sing in the rain”

Il primo brano ci catapulta indietro a quel lontano “Vorrei incontrarti tra cent’anni”, ma più lento e soporifero. Nel secondo pezzo Ron scopre il folk dopo tutto il resto del mondo. Passa la meno brutta, “Sing in the rain”.

RICCARDO SINIGALLIA – “Prima di andare via” e “Una rigenerazione”

Uno spiraglio di luce ed un grande ritorno quello dell’ex Tiromancino. “Prima di andare via” convince ed emoziona, senza dubbio la migliore dei big. Bello anche il secondo pezzo, un gradino più in basso del primo, che passa il turno.

FRANCESCO SARCINA – “Nel tuo sorriso” e “In questa città”

Poco diverso dal percorso con le Vibrazioni questo solista di Sàrcina. Si gioca il palco con Renga per lo stile interpretativo, a noi piaceva più “In questa città”, purtroppo continua con “Nel tuo sorriso”.

GIOVANI: 

DIODATO – “Babilonia”

Bella voce e bel brano, superiore anche a molti dei big in gara, siamo felici di ritrovarlo in finale.

FILIPPO GRAZIANI – “Le cose belle”

Il brano più movimentato e radiofonico dell’intero festival. Ingiustamente escluso, ma siamo convinti che il suo successo continuerà fuori.

BIANCA – “Saprai”

Proviene dalla scuola del Festival, niente di nuovo o di interessante da ascoltare. Comprensibilmente fuori dalla gara.

ZIBBA – “Senza di te”

Già vincitore di un premio Tenco, tra i più apprezzati di questa edizione Giovani. Prosegue con Diodato, peccato mettere i tre migliori (Diodato – Graziani – Zibba) nella stessa serata, e quindi costringere uno all’eliminazione.

ROCCO HUNT – “Nu juorno buono”

La quota rap-napoletana del festival. Ha il suo pubblico, fa il suo genere. A noi non piace, soprattutto perché si parla di musica italiana, non dialettale. Con tutto il rispetto.

VERONICA DE SIMONE – “Nuvole che passano”

L’esperimento talent show del 2014, direttamente dalla scorsa edizione di The Voice. Niente di nuovo rispetto ai prodotti precedenti, vincerà col televoto.

THE NIRO – “1969”

Cantautore romano già noto agli addetti ai lavori, passa dalla lingua inglese all’italiano e continua a dimostrare in pieno le sue capacità. Speriamo prosegua nella gara.

VADIM – “La modernità”

Un giovane già vecchio, per stile e parole. Niente di nuovo dal fronte, quindi è probabile che passi.