Dopo un disco che ci aveva lasciato a bocca aperta come La vista concessa, (ne abbiamo parlato qui), aspettavamo con ansia il ritorno di Roberto Angelini. Ad anticiparne l’uscita un brano intenso ed accattivante come Cenere, intrigante nelle sperimentazioni sonore e convincente nel testo: “Un cuore io non ho più, vedo solamente i titoli di coda, e amore tu sei solo parte di una scena, che è stata tagliata. Chi spegnerà il fuoco che dilaga in me, non troverà nessuno, nessun superstite”.

Una curiosità che nasce già dall’enigmatico titolo Phineas Gage, che come ci racconta lo stesso Angelini nella prima pagina del libretto del disco, è conosciuto per essere diventato uno dei casi di studio più famosi in neurologia, a seguito di un incidente sul lavoro che gli provocò un severo trauma cranico, che interessò i lobi centrali del cervello. Miracolosamente sopravvissuto all’incidente, Gage era già dopo pochi minuti in grado di parlare, ma la sua personalità aveva subito radicali trasformazioni, in quanto era divenuto intrattabile e privo di freni inibitori sul piano verbale.

Il disco si compone di nove tracce, di cui quattro strumentali, scritte tutte dallo stesso Angelini ed una cover dell’amato Nick Drake, e confermano un talento artistico e una bravura musicale che avevamo già avuto modo di apprezzare anche nel live, ma che in Phineas Gage esplode completamente. Tra i brani più intensi Roma mia d’estate, eseguita insieme agli Gnu Quartet, una dichiarazione d’amore alla città eterna che rimane a discapito delle vicissitudini personali: “Stringimi più forte, che non ce l’ho con te, la vita a volte si complica da sé, ora lo sai perché penso solo a te” e Come sei, cantata insieme ad Awa Ly e con un testo italo/inglese: “Più ci ragiono e meno comprendo l’alchimia della felicità, che più ti stringo e più ti perdo, è questa la verità”.

Tra gli eclettici brani strumentali un posto particolare merita l’ariosa Vento e Pioggia, due minuti e poco più di pura poesia in note. In chiusura una virata dal rock con Blues senza mutande, in cui Angelini ci racconta uno stralcio di vita quotidiana, strizzando musicalmente l’occhio alla musica degli schiavi afroamericani: “Ed è così che passo le notti, tra lividi e colpi bassi, e finir in un letto qualunque, senza ricordi, e senza mutande”.

www.myspace.com/robertoangelini

TRACKLIST:

1-      Nella testa di Phineas Gage

2-      Cenere

3-      Felafel

4-      Roma mia d’estate (feat. Gnu Quartet)

5-      Gibilterra

6-      Come sei (feat. Awa Ly)

7-      Vento e pioggia

8-      Al mio risveglio

9-      Black eyed dog (Nick Drake)

10-  Blues senza mutande