Alessandro Fiori rappresenta senz’altro quanto di più personale ed unico la nuova scena cantautorale italiana possa oggi vantare.

Attingendo a piene mani dalla tradizione meno allineata degli anni ’60 e ’70 (Jannacci di Giovanni Telegrafista, Piero Ciampi, il primo Lucio Dalla, Ivan Graziani, Cochi e Renato al tempo de il poeta e il contadino) Alessandro Fiori è riuscito a elaborare un linguaggio nuovo, fatto a volte di caustica poesia urbana incastonata in improbabili scenari visionari e naif, che lo vedono come un poeta/menestrello capace di rapire i sentimenti della gente grazie alla sua disarmante genuinità;la genuinità con cui Alessandro riesce a parlare di se e del mondo che i suoi occhi vedono, raccontando storie quotidiane infarcendole di colorata psichedelia linguistica irresistibile e contagiosa.

Questo dolce museo è il secondo passo per Fiori nell’esperienza da solista che, dopo l’uscita dai Mariposa, si fa ancora più centrale nella sua carriera di musicista.

L’album è dedicato a Sandro Neri, amico aretino morto di alcool all’inizio del 2010.

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