Sembrerà di trovarsi nel mezzo dei favolosi “sixties”, i favolosi Anni Sessanta, nei giorni 22, 23, 24 Giugno prossimo.

La British Invasion, così fu chiamata la rivoluzione musicale, culturale ed artistica di quegli anni che dall’Inghilterra prese le mosse, arriverà nella capitale italiana del festival con tutta la sua energia.

Sarà, ovviamente, un’invasione pacifica e colorata, che porterà nelle strade, nelle piazze ed in altre svariate location, Teatro Ariston e Casinò compresi, una serie di concerti, mostre e proiezioni dedicate al mito intramontabile dei Beatles e a quanto ad esso gravita intorno, sotto la direzione artistica di Massimo Cotto.

Un fenomeno che non conosce recessione, anzi, continua a raccogliere consensi ed entusiasmi al limite dal fanatismo, oggi come allora, anche tra gruppi di giovanissimi e non solo di nostalgici.

Segno che non si trattò di moda passeggera, come qualche critico conservatore e poco lungimirante dei tempi cercò di definire “tout court” il fenomeno dei quattro ragazzi di Liverpool, ma di una vera e propria rivoluzione culturale che segnò la storia della musica e del costume.  A farne rivivere sul palco tutta la magia e l’energia le migliori band italiane ed europee ed un ospite che addirittura ha fatto parte dei Fab Four: direttamente da Liverpool sarà di scena Pete Best e la sua band, il primo batterista che fu sostituito da Ringo Starr, ma che condivise i lunghi periodi più rock and roll del quartetto, quello delle storiche esibizioni al Cavern ed al Kaiserkeller di Amburgo.

A sostenere i colori della bandiera italiana sarà la band The Beatbox, considerata la numero uno a livello nazionale ed europeo, specializzata nella produzione  che  va dal ‘62 al ’66, quella che coincide con i grandi concerti live del gruppo, impressionante la somiglianza sonora e l’impatto visivo: emozioni garantite per chi ama la musica dei Beatles, ma anche per chi ne approfitta per conoscerla più da vicino. Agli Shout, altra band italiana ben conosciuta dagli addetti ai lavori, il compito di riproporre il periodo successivo, quello più sperimentale ed immaginifico, dal ‘67 fino allo scioglimento del gruppo.

Ma anche la fredda Svizzera scalderà i cuori con la band The Nowhere Land, apprezzata tribute band che deve il nome ad una delle più note canzoni dei Beatles, quella Nowhere Man il cui testo, sulla solitudine dell’uomo moderno, segnò un punto di svolta nella produzione testuale beatlesiana.

Ci saranno inoltre tributi provenienti da tutta Italia, che animeranno le varie piazze e strade della città dei fiori fino a tarda notte.

Oltre agli eventi di spettacolo, Sanremo ospiterà una serie di eventi satellite collocati in punti strategici della cittadina, come mostre fotografiche e proiezioni cinematografiche in luoghi come il Teatro Ariston e il Casinò ed incontri con scrittori e giornalisti che presenteranno i loro libri sull’argomento, sotto la direzione di Franco Zanetti (Direttore di Rockol), si potranno ammirare foto e rarità dell’epoca, compresa una serie di litografie autografate da John Lennon provenienti dal Beatles Museum di  Brescia.

Un magnifico sfavillante Bus rosso londinese a due piani Routemaster del ‘61 originale proveniente da Londra percorrerà per due giorni tutte le strade di Sanremo per la gioia dei fans dei Beatles e della Swinging London.

Con la collaborazione immancabile di Beatlesiani d’Italia Associati, capitanati da Rolando Giambelli e di The Beatles: fans italiani di Beppe Brocchetta, prenderà quindi vita una tre giorni da non perdere, sia per chi davvero ama i Beatles e vuole rivivere la magia di quegli anni, sia per chi è semplicemente curioso e vuole saperne un po’ di più.

Il coinvolgimento per tutti è garantito da John, Paul , George e Ringo.

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