Un grande progetto multiculturale, ancor prima che una rock band. Un punto di incontro tra tradizioni musicali occidentali e orientali, africane e italiane, mosso dallo spirito itinerante del viaggio, della crescita e della scoperta. Il viaggio, disco d’esordio degli Arabeski Rock, nasce da pulsioni musicali ma si apre subito al contatto con “l’altro da sé”, comunicando un’esperienza di convivenza pacifica e formativa. La formazione romana guidata dal chitarrista Tiziano Novelli, pur avendo una recente costituzione ha mostrato subito una propensione alla collaborazione con musicisti stranieri, trovando in questo contatto una spinta decisiva per la composizione e il concerto.

“Il progetto Arabeski Rock – dichiara Novelli – nasce dalle suggestioni offerte dal film Lawrence d’Arabia e dalla meravigliosa musica scritta dal grande Maurice Jarre. Da qui il desiderio di realizzare una musica con sonorità e melodie arabeggianti, che si conciliasse con la mia innata matrice rock. Con l’aiuto del bassista Claudio Gimmi abbiamo ricercato gli elementi giusti per creare un gruppo con spiccate caratterizzazioni etniche da un lato, e dall’altro comprendesse musicisti dal linguaggio efficace e moderno. Arabeski Rock è il risultato di una miscela di estrazioni culturali ed esperienze professionali diversificate”. Con Novelli e Gimmi completano la band il giovane batterista Gabriele Morcavallo e il percussionista egiziano Ashrad Saif, che offrono un elemento ritmico-percussivo ipnotico e vorticoso.

L’ethno rock degli Arabeski si caratterizza per la vastità del linguaggio e l’ampiezza delle connessioni: i nove brani strumentali sprigionano ricordi di rock progressive e psichedelico, con riferimenti alla grande tradizione anni ’60/’70 (Pink Floyd, Jimi Hendrix, Traffic, Frank Zappa etc.), al jazz-rock ma anche al blues desertico caro a Tinariwen, TerakaftTamikrest. Un rock transnazionale e multiculturale di cui gli Arabeski rock vanno fieri: “Collaborare con tutte queste ‘anime’ è uno scambio che arricchisce molto dal punto di vista musicale, ma soprattutto umano. Il confronto è a volte anche difficile: non sempre è semplice accettare la ‘diversità’, ma lo sforzo porta a una grande soddisfazione proprio mentre suoniamo assieme, tutti con le proprie differenze ma uniti in unico obiettivo: la musica”.

http://www.myspace.com/arabeskirock