In attesa della pubblicazione del loro primo album, Cento luci, il 4 maggio esce il nuovo singolo dei Bidiel, Abbracciami.

Dopo Sono un errore – canzone incentrata sul senso di inadeguatezza rispetto al mondo provato da alcuni ragazzi – i Bidiel propongono un altro tema generazionale o forse meglio epocale: la progressiva cancellazione dei rapporti umani personali, diretti a favore di una tecnologia che non è più un semplice strumento di lavoro o comunicazione ma si è fatta essa stessa veicolo prediletto dei rapporti, è diventata il filtro, la strettoia attraverso cui passano la maggior parte delle relazioni umane.  “Tutto è virtuale, non lo sai?” chiede il protagonista ad un interlocutore immaginario, “Quel che non hai capito mai / è che siamo macchine” e accenna persino ad una mutazione fisica – evidentemente metaforica – in cui le vene si fanno cavi elettrici e le persone non hanno più un odore. La tecnologia ci ha trasformato in macchine e ci ha privato così di una gran parte delle cose che danno spessore alle nostre esistenze.  Abbracciami è quindi una preghiera quasi utopistica, l’invito ad andare oltre lo schermo di un computer, ad incontrare le persone per potersi annusare e ridere.

La musica è scritta con quella stessa urgenza incalzante, con la fretta di non bruciare altro tempo. Il ritmo è serrato ed ogni singola nota è suonata con grande energia, con determinazione, come un monito o un rimprovero.

Abbracciami è interamente scritta – parole e musica – da Mattia Madonia, quello che i Bidiel (Brando, Davide e Luca) chiamano affettuosamente la loro “quarta parete”.