Ci voleva un concerto de Lo Stato Sociale per vedere i nuovi hipster dimenarsi in pista allo Youthless. Evento straordinario che si è verificato lo scorso sabato, dove i cinque bolognesi hanno presentato il loro primo, acclamato album Turisti della democrazia. Ironici, irriverenti, e decisamente fuori di testa,  tanto da realizzare una coreografia con macarena e stage diving in mezzo al pubblico. Fa piacere vedere un gruppo che non si prende troppo sul serio, che diverte e si sa divertire portando avanti pezzi interessanti sia dal punto di vista delle musiche che dei testi. Tra i brani più apprezzati il primo singolo- manifesto Mi sono rotto il cazzo, vera e propria valvola di sfogo rispetto a tutte le promesse non mantenute, le cattive abitudini e le bugie che riscontriamo nella quotidianità e nel panorama musicale: “Ci avete rotto il cazzo etichette indipendenti, con 400euro ti registro il disco in casa, suona bene, lo metti su Vimeo, fai girare la voce, tra un anno a Coachella e tra due anni a fare il benzinaio”. L’invettiva prosegue, ma dalla rabbia si scivola nell’ironia con Sono così indie, dedicata proprio al pubblico che balla e ride sotto al palco: “Sono così indie che mi piace andare a ballare, sono così indie sempre nella lista di chi suona, sono così indie che ho iniziato a fare il dj, sono così e fra poco uscirà un ep, sono così indie che ho iniziato dallo skretch e alla fine ho rotto tutti i vinili di papà”. Un’esplosione di elettronica e synth che ci ricorda un po’ i Bluvertigo ed un po’ gli Offlaga Disco Pax, meno politici e caustici, legati però in maniera indissolubile ai nostri giorni. Scopriamo così l’opportunismo de l’Amore ai tempi dell’Ikea (“quando avrò finito le mensole ti chiamerò, quando dovrò traslocare ti cercherò, ma dove andrò ad abitare non te lo dirò”), strani e spaventati Ladri di cuore col bruco (“Voi siete belli e terribili come le tempeste, mettete su i dischi e dopo incendiate le feste”) e la paura di lasciarsi andare (“Ti donerei il mio cuore, ma non si butta mai via niente del maiale”). Una fotografia calzante dell’attualità, un esordio al vetriolo per un gruppo che saprà far parlare di sé.

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