Stanchi della pace interiore, tre monaci tibetani partono alla scoperta del mondo fino ad arrivare a Città del Messico. Insegnano le loro arti marziali ad una piccola congrega di cristeros, come atto di riconoscenza ricevono in dono tre maschere da wrestler che scelgono di indossare per proteggere la loro identità. Stanchi anche della violenza, decidono di abbandonare il Messico scegliendo la via dell’Oceano. Una sera, tornati dalla spiaggia californiana, incontrano la leggenda del surf rock Dick Dale che, stufo della sua carriera in declino, dona loro il proprio plettro. Da allora imbracciano una terza via, dedicata interamente alla musica, contaminati dalle note positive del surf rock, come unico stile di vita.

Diventano così i Monaci del Surf, trovando la loro identità oltre ogni dualismo. Se ti imbatti in atmosfere alla James Bond o alla Quentin Tarantino è perché i Monaci hanno imparato che le frequenze migliori per conquistare la pace interiore non sono più le campane tibetane, ma il divertimento. Questa è una delle tante storie che circolano sulla loro nascita. Ma loro riescono a raccontarla meglio senza parole. Se le tracce ti suonano familiari, non sei pazzo. E’ che quando la cover viene arrangiata dai Monaci del Surf, diventa inedita, e trascina in pista peggio dell’onda perfetta. Paolo e Dade Pavanello, a spasso per le spiagge della California, assistono involontariamente ad una performance dei Monaci del Surf e decidono così di pubblicare il loro primo disco per INRI in uscita il 27 aprile 2012.

www.monacidelsurf.com

TRACKLIST:

1. Monaci del Surf
2. Apache
3. Lo chiamavano Trinità
4. Down in Mexico
5. The Addams family
6. Imperial march
7. Perhaps
8. The entertainer
9. Soul bossa nova
10. Sunny secret agent man
11. Get the party started
12. I want you