Ce lo chiediamo tutti gli anni, ed ogni volta la risposta diventa sempre più fumosa. La prima serata di quest’anno ha messo a dura prova la resistenza masochistica di chi vi scrive. Un’ora di Celentano che ha reso Ballarò una trasmissione di puro intrattenimento, col molleggiato in delirio d’onnipotenza tra riflessioni, sketch inguardabili con la coppia Morandi – Pupo ed un’imbarazzante Canalis che impersona l’Italia. La valletta ceca in ospedale rimpiazzata dalle sempre verdi Belen-Canalis e l’apertura di Luca e Paolo ci riportano indietro di un anno fa, e ci chiediamo: dov’è Vecchioni? Verrà sostituito sul podio da Eugenio Finardi? Le premesse ci sono tutte! La vera sorpresa è Rocco Papaleo, l’unico che riesce a tirar su un esordio disastroso, con il televoto che non funziona ed il pubblico che protesta.

Ma bando alle ciance, ed ecco a voi i voti della prima serata:

– Dolcenera: la canzone è scritta da lei, e questo è senz’altro lodevole. Risulta un po’ ostica all’ascolto, poco immediata, anche se il ritornello orecchiabile potrebbe aiutare, con ripetuti ascolti. Per ora, un 6.

– Noemi: si presenta con un brano scritto da Fabrizio Moro, e lo stile del cantautore romano si fa sentire. Un pezzo che ricorda gli Stadio, interpretato in maniera poco convincente. Sarà l’emozione? Diamole un’altra chance. Alla canzone un bel 7.

– Samuele Bersani: era lui, uno dei più attesi. Un ritorno aspettato e cercato, una penna delle più interessanti del panorama italiano. La voce bassa, la forma non al massimo, la canzone che, sulle prime, non arriva. Un 6 e mezzo, aspettando di risentirla nelle prossime serate.

– Francesco Renga: abbiamo capito che con la sua voce potrebbe cantare tutto, ma questa volta proprio non ci siamo. Un testo interessante di Diego Mancino che fa fatica ad entrare in armonia con la musica e con lo stile del cantante. Per questo, un 5 e mezzo.

– Chiara Civello: sconosciuta alla maggior parte del pubblico, tanto da chiedersi perché non sia tra i giovani, la Civello ci regala un’esibizione pressoché impeccabile nel suo mood jazz. Il brano non è male, anche se fatica un po’ a prendere il volo. Comunque, da ammirare: 7.

– Irene Fornaciari: la raccomandata del Festival. L’unico mistero che non c’è è il perché si trovi su quel palco. Imbarazzante nel suo “Dai Sanremo!”, nel balletto, nella performance. A casa, con un bel 4!

– Eugenio Finardi: extraterrestre, portalo via. Più o meno siamo rimasti a quel periodo. Un brano impegnato, di respiro filosofico, ma che non ha niente di sanremese, né tantomeno di pop. L’alieno del Festival, 5 e mezzo.

– Emma: quest’anno torna senza i Modà. Una Gianna Nannini dei poverissimi, che ci prova ad essere rock, con scarsi risultati. Per quanto il brano non sia male, lei non riesce proprio a farcela: 5.

– Marlene Kuntz: che fine ha fatto il gruppo che ha scritto pezzi memorabili come Nuotando nell’aria? Ne resta un flebile e sbiadito ricordo, sarà che il rock italiano a Sanremo non attecchisce, ma Godano e soci non ci convincono. Una misera sufficienza a chi poteva davvero fare la differenza, ma che ormai è solo autocelebrativo: 6.

– Gigi D’Alessio feat. Loredana Berté: e qui cala davvero un velo pietoso. Definirli imbarazzanti è riduttivo, una coppia improbabile. Lui lo è al naturale, lei con qualche aiutino stupefacente: 2.

– Nina Zilli: a metà tra Mina e Amy Winehouse, la Zilli perde se stessa. Cosa resta di quel fantastico L’uomo che amava le donne? Speriamo che si ritrovi presto, per ora un risicato 6.

– Davide Carone feat. Lucio Dalla: la strana coppia del Festival. Ci chiediamo davvero che ci faccia un cantautore come Dalla con quel “bluff coi baffetti” di Carone. Un brano intenso che si perde nell’insicurezza e nello stile acerbo dell’ex allievo di Amici: 6, a Lucio Dalla.

– Arisa: una grande sorpresa. Sembra che finalmente Arisa abbia deciso di fare sul serio. Convince lei, convince la canzone, tanto da farle conquistare il primo posto nella classifica di CW, con un bel 7 e mezzo. Complimenti al maestro Mauro Pagani, che è finalmente riuscito a far uscire la farfalla dal bozzolo.

– Matia Bazar: arriva la strega Grimilde e i bambini a dormire. Ritorna al primo amore Silvia Mezzanotte, dopo una stentata carriera da solista. Cosa aspettarsi dai Matia Bazar? Niente di nuovo, da qui a 25 anni. Li liquidiamo con un 6 e tutti a letto.