Eravamo curiosi di conoscere il nuovo lavoro di Giuseppe Peveri, detto Dente, dopo l’entusiasmante L’amore non è bello di due anni fa. Io tra di noi non ha tardato ad arrivare, sottolineando con la sua uscita l’ennesimo gioco di parole, in questo caso di numeri, a cui da sempre il cantautore emiliano ci ha abituato. Il disco, infatti, è arrivato nei negozi l’11-10-11, in cui il mese di ottobre viene visto come la parola “Io” e il numero 11 come “Noi”, da qui quindi il titolo, liberamente ispirato al brano di Aznavour Ed io tra di voi. L’album è stato anticipato dal singolo Saldati, una canzone d’amore ariosa ed ottimista, che riprende in una strofa il componimento di Giuseppe Ungaretti Soldati, ribaltandone però il concetto: “Come in primavera sugli alberi le foglie” sta infatti a sottolineare la forza e la volontà di essere di un amore appena nato. Un brano spiazzante, senza ironia e cinismo, che stupisce nella poetica e nello stile pessimista di Dente. Ma anche questi elementi tornano in grande spolvero, basta ascoltare Piccolo destino ridicolo per ritrovare la sottile vena pungente del cantautore: “Più che il destino è stata la sua voglia e la tua noia che vi ha unito, e poi sono io quello piccolo e ridicolo”, un brano degno di Buon appetito e Canzone pop. L’impressione che si riceve dall’ascolto di questo quinto lavoro è quella di non riuscire mai a comprenderlo del tutto, nonostante i ripetuti ascolti. Io tra di noi, infatti, è una miniera di doppi sensi e giochi di parole, specchio della complessità artistica dell’autore. Un esempio su tutti, La settimana enigmatica, pensata come un piccolo cruciverba, dove ad ogni strofa corrisponde una domanda e il cui ritornello racchiude una doppia lettura, fino ad un’ultima arguta autoconsiderazione “Tesoro mio, come sei complicato”. Ma c’è tanto altro in questo disco, c’è la spensieratezza di Pensiero associativo, la poesia di Casa tua ed il fascino di Da Varese a quel paese, in cui il significato della prima strofa viene letteralmente stravolto nella seconda, pur essendo perfettamente identiche nella metrica e nella scrittura. A chiudere il disco la criptica Rette parallele, metafora di due persone destinate ad essere vicine, pur senza incontrarsi mai: “Se noi fossimo dei satelliti io orbiterei con te, quando mi eclisso io risplendi tu, quando risplendo io ti eclissi tu“. Tanti esempi di ineluttabile lontananza che sfociano in una musica da carnevale brasiliano, degna del miglior Anima latina di Battisti, che ci lascia con l’amaro in bocca e la voglia di riascoltare nuovamente tutte le dodici tracce.

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TRACKLIST:

1- Due volte niente
2- Piccolo destino ridicolo
3- Saldati
4- Casa tua
5- Cuore di pietra
6- Giudizio Universatile
7- Da Varese a quel paese
8- Io sì
9- Puntino sulla i
10- La settimana enigmatica
11- Pensiero associativo
12- Rette parallele