Photo by Stefano Mariantoni

Ha oltre dieci anni di carriera alle spalle, eppure in molti lo ricordano solo per il brano- tormentone Gatto matto. Nato e cresciuto in un ambiente musicale stimolante ed eclettico (il suo patrigno è un chitarrista jazz), ha iniziato a suonare il pianoforte e la chitarra fin dalla tenera età ed oggi è un musicista tra i più quotati del panorama non solo italiano, ma anche internazionale. Lo abbiamo incontrato in occasione della sua data reatina, lo scorso lunedì 29 agosto. Tra inconvenienti tecnici, come un mixer che esplode, e tanta pazienza ecco cosa ci ha raccontato.

Sono passati due anni da La vista concessa (ne abbiamo parlato qui), un disco intimista e lirico che ha ottenuto ottime recensioni da parte di critica e pubblico. Sei al lavoro su un nuovo disco?

Sto lavorando ad un nuovo album negli ritagli di tempo tra una tournèe e l’altra, dato che sto suonando soprattutto con Niccolò Fabi, ad esempio in albergo o nei giorni in cui non suoniamo, e dovrebbe uscire per aprile del prossimo anno. Il disco verrà realizzato con la mia etichetta (Fiori rari, ndr), poi mi appoggerò ad una casa discografica solo per la distribuzione. Voglio realizzare dei lavori liberi, senza vincoli creativi.

Sei molto attivo nell’ambito delle collaborazioni. Oltre al tour con Niccolò Fabi stai portando avanti il progetto Discoverland con Pier Cortese. Ce ne vuoi parlare?

L’idea è nata sul palco l’anno scorso in Calabria, per gioco. Con Pier ci piace prendere delle canzoni belle, importanti, conosciute e “distruggerle” cambiandone i connotati, gli accordi, è un modo di giocare con la musica. Pier è un cantante fantastico, il mio ruolo in questo duo è di arrangiamento musicale, e di doppie voci. C’è la voglia di creare un sound completo, abbiamo quasi finito di registrare il disco che dovrebbe uscire per ottobre. Con Niccolò la collaborazione è nata già lo scorso anno, i suoi pezzi sono fantastici ed è bella l’idea di fare il musicista a 360 gradi. Suonare per qualcuno è come suonare in una squadra, la sua band sono i ragazzi con cui sono cresciuto, gran parte del Collettivo Angelo Mai. C’è molto affiatamento sia tra noi che suoniamo che con Niccolò.

Tra i tuoi artisti preferiti c’è Nick Drake, di cui hai anche realizzato un album di cover, Pong Moon. Cosa altro ascolti? Cosa ti incuriosisce e cosa ti ha ispirato?

Quando ero più piccolo avevo un ascolto a compartimenti stagni. Mi piaceva solo quel genere o quell’artista, invece adesso ascolto veramente di tutto. In ogni genere musicale c’è della bellezza, dalla musica classica al pop, dall’elettronica più spinta alla canzone d’autore. Mi piace molto ascoltare la radio, non i network o le radio commerciali, mi piace molto Lifegate, una radio molto aperta che manda di tutto, da Wilco a Nick Drake, da un pezzo di musica classica a Miles Davis, c’è tutto. Poi io amo dai Radiohead a Coltrane, tutte cose che mi ispirano direttamente o indirettamente.

Con Tempo e Pace hai partecipato alla compilation degli Afterhours Il Paese è reale, da questo punto di vista, oltre alle collaborazioni che già hai o ti stai costruendo, c’è qualcuno con cui ti piacerebbe lavorare?

Sto lavorando ad un disco, che potrebbe anche essere il mio prossimo disco, molto meno arrangiato, ma più suonato dal punto di vista chitarristico. Vorrei avere ospiti in questo disco tutti i chitarristi che stimo e con cui ho collaborato, tra tutti Kaki King, una musicista newyorkese straordinaria con cui ho avuto il piacere di lavorare, e Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi. Mi piacerebbe invitare i chitarristi per una collaborazione a livello strumentale. Ad ottobre, insieme al disco con Pier, uscirà anche un ep che conterrà sei- sette canzoni rimaste fuori da La vista concessa, quindi figlie di quel periodo, ed anche la mia versione di Calore, il brano che ho scritto per Emma, e se ce la faccio il disco vero e proprio dovrebbe appunto uscire ad aprile, con uno stile molto minimal, molta chitarra e pochi arrangiamenti.

Sei un artista eclettico, oltre alla musica crei anche piccoli oggetti con il pongo e la plastilina. Stai pensando anche a qualche progetto di questo tipo?

Ogni tanto mi viene in mente di fare qualcosa, per adesso avevo il sogno e l’obiettivo di suonare molto di più dal vivo rispetto agli ultimi anni. Mi sono concentrato su questo e resta poco tempo. La mia passione è la musica, poi non so, se tra qualche anno mi viene la voglia di iniziare a lavorare sulla plastilina in maniera più continuativa farò anche quello. Ad esempio sul video di Dicembre (realizzato con la tecnica “a passo uno”con oggetti di plastilina, ndr)  c’ho lavorato per un anno, bisogna avere tempo e tranquillità per fare una cosa del genere, all’epoca ne avevo perché suonavo di meno, adesso non ci riuscirei mai. Mi piace tantissimo suonare sia nel mio tour che con il giro di cantanti-attori romani, essere presente in decina di dischi sparsi per il mondo o suonare le chitarre nel disco dei Planet Funk. Realizzare oggetti con il pongo mi viene facile, ma non è questa la mia vera passione, preferisco la musica.

 

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