Photo by Stefano Mariantoni

È stata una bella performance quella di sabato 20 agosto a Borgorose (RI), che conferma il talento di cantautore e bassista di Max Gazzè, anche nella dimensione live. Un’ora e mezza di concerto più un bis concesso al pubblico numeroso accorso per l’occasione, in cui il cantautore romano ha ripercorso tutte le tappe più significative del suo percorso artistico. I quindici anni di attività ed i sette album scorrono velocemente, alternando brani spensierati a pezzi più intimisti. L’apertura è affidata a Vento d’estate, resa famosa dal duetto con Niccolò Fabi nel 1999, e qui riproposta in chiave elettrica. Si prosegue con La nostra vita nuova, forse uno dei brani più delicati e lirici di Gazzè: “Quando tu compari piano sulla mia parete bianca appena dipinta da un’incantevole mano, come l’alba che abbaglia l’inverno, quel che resta del buio ha un colore diverso”. Si continua sulla scia dei pezzi meno recenti, con l’intenso brano sanremese Il timido ubriaco, cantato a gran voce da tutto il pubblico. Si torna al 2011 con il singolo A cuore scalzo, tratto dall’ultimo album Quindi?, enfatizzato dall’intenso tappeto elettronico che accompagna un testo intrigante sul tema dell’attesa: “Per noi che abbiamo tempo, passiamo troppo tempo ad aspettare l’attimo che accende, a cuore scalzo e i piedi sopra al cuore”. La scrittura sfrontata ed ironica di Max Gazzè raggiunge i picchi più alti con Cara Valentina: “Ho la strana sensazione di un amore acceso, esploso troppo presto tra le mani, e cara Valentina, che fatica innaturale perdonare a me stesso di essere fatto così male” e L’amore pensato: “Perché stiamo insieme? Che cosa ci lega? Chi ci pensa nel miele annega”.  Una decina di minuti di riposo e poi la band torna nuovamente sul palco per un triplice bis: uno dietro l’altro si susseguono Mentre dormi, Annina e la chiusura è affidata ad Una musica può fare in versione psichedelica col l’ossessivo ritornello “Sotto l’armadio, con la radio” ripetuto per diversi minuti.

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