Torna domani sera al Circolo degli Artisti uno dei gruppi inglesi che più ha contribuito allo sviluppo del brit pop: i Charlatans. A due anni dall’uscita di “You cross my path”, album distribuito gratuitamente su internet per la gioia degli innumerevoli fans, il gruppo capitanato da Tim Burgess pubblica “Who we touch”, disco eclettico e coraggioso in cui la band raccoglie stati d’animo altalenanti che spaziano dalla gioia più profonda alla disperazione più nera, per raggiungere sempre un finale ottimistico. Formatisi una ventina di anni fa nel West Midlands grazie al lavoro di reclutamento del bassista Martin Blunt, i Charlatans pubblicano il loro primo singolo autoprodotto“Indian rope” nel 1990, e diventa subito una hit di successo. Firmano così il primo contratto con una major e realizzano l’album d’esordio “Some Friendly”, che li porta nella top ten inglese grazie al grande trionfo di “The only one I know”, tuttora uno dei loro brani più conosciuti. Il disco successivo non riuscì ad eguagliare il successo del precedente, in più alcuni problemi legati ad alcuni membri della band (l’arresto del tastierista Rob Collins per rapina a mano armata e successivamente la morte) ne causarono la crisi. Per assistere alla loro rinascita bisognerà aspettare la seconda metà degli anni Novanta ed un paio di album di successo, in grado di riportarli in cima alle classifiche e tra i favoriti nei gusti del pubblico e di permettergli di essere il gruppo spalla dagli Oasis nel loro tour. È in questi anni che scoprono la loro inclinazione country, influenzata dalla passione del cantante Burgess per Bob Dylan, e decidono di passare alla Universal, che li aiuterà ad espandere ancora di più il loro pubblico, tanto da raggiungere una platea internazionale. Sono molti i generi esplorati dal gruppo negli oltre vent’anni di carriera, dal già citato country al reggae, senza mai snaturare il brit pop e girando l’Europa come supporter di gruppi storici come Who e Rolling Stone. Gli ultimi anni li hanno visti protagonisti della scena indipendente, sostenendo il download gratuito ed una produzione artistica meno artificiale e più semplice.

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