I Requiem for Paola P. nascono nel 2007 e dopo un primo cd autoprodotto ed una serie di concerti che li ha visti suonare in tutta Italia accanto a gruppi come Marlene Kuntz, Teatro degli Orrori, Ministri e The Fire approdano a questo disco “Tutti appesi”, che mostra i quattro musicisti legati con una corda a testa in giù. Un disco tutto nero, con i testi in bianco e rosso stilati a mano lungo tutto il packaging del cd: basterebbe già questo a dare l’idea di un lavoro scritto di getto, dettato dall’urgenza di comunicare il disagio avvertito nella società. Ma sono proprio i brani a rincarare la dose, con un cinismo ed una rabbia disarmante, rafforzato dalle due voci complementari che si snodano lungo tutto il disco. Si parte dall’accusa alla Chiesa (“Se il Papa vendesse un anello ci si sfamerebbe il Congo, riposa pure tranquillo, l’ultima curva e sei morto”), si passa alla perdita della speranza (“Ti chiamo domani, ma tu ancora ci credi? Chi ci ricorderà? Chiusi dentro la plastica in buste nere formato cellophane”) attraverso la rabbia verso chi si prostra al potere (“Cosa direbbe tua madre a vederti trattare la libertà per una carriera epocale, servire caffè al mafioso d’eccezione?”) fino alla voglia di lottare e non arrendersi (“Il mio dolore ha basi forti, ha gli occhi storti, i denti aguzzi, il busto eretto, lunghi capelli. Tutti i pugnali affilati e lucidi”). Il disco si chiude con una ghost track, più parlata che cantata, omaggio forse ai Massimo Volume, che rallenta il ritmo e si arrende alla riflessione cercando la pioggia, l’unica che può alleviare la tristezza, anche se “non scende acqua e non ti laverebbe via comunque”. Ci troviamo di fronte ad un sogno, magari un incubo, degna conclusione di un album disincantato e duro, che vede il protagonista pesto di lividi e con un cadavere al fianco, e a sostituire la pioggia arriva un pianto liberatorio, “Mi sale un groppo e lo stomaco si chiude, e non riesco a trattenere le lacrime, così le lascio scendere giù, le lascio cadere come se fossero tutto quello di cui ho bisogno, come se fossero due fiumi di cui ho sentito il necessario straripamento”.

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TRACKLIST:

1-      Il Diavolo sulle colline

2-      Esulo ‘74

3-      Marghera

4-      Mecanish

5-      Es la despedida

6-      Ventinove

7-      La pancia

8-      Hotel coraggio

9-      Mare, dove affondi