Tornano stasera al Circolo degli Artisti i Virginiana Miller, uno dei gruppi più interessanti e allo stesso tempo sottovalutati della scena indipendente italiana.  Un tour tutto nuovo per presentare “Il primo lunedì del mondo”, quinto album in studio della band livornese, a quattro anni di distanza dal precedente “Fuochi Fatui d’artificio”.  Un album ricco e morbido, con il consueto accurato lavoro sui testi che caratterizza Simone Lenzi, voce e autore del gruppo, che può vantare persino un libro di analisi dei suoi brani scritto da Simone Marchesi, docente di letteratura italiana all’Università di Princeton. Nati nel 1990 nel cuore della Toscana, sono stati subito apprezzati dalla critica e possono contare diverse collaborazioni di spicco, come quella con Giorgio Canali dei CSI e con Francesco Bianconi dei Baustelle. Dopo due album con l’etichetta Baracca & Burattini, produttrice tra gli altri dei primi dischi dei Marlene Kuntz, vengono distribuiti dalla Sony e dalla Fandango, ed il loro terzo disco “La verità sul tennis” li ha consacrati arrivando finalista al Premio Ciampi. Sono approdati quest’anno al cinema grazie alla colonna sonora di “Cosmonauta”di Susanna Nicchiarelli, con una originale cover di “E’ la pioggia che va” dei Rokes e con il primo singolo “Acque sicure” in quella de “La prima cosa bella” di Paolo Virzì. Quello di stasera sarà dunque il “primo venerdì del mondo” , la presentazione ufficiale del disco, sperando possa regalar loro il giusto riconoscimento da parte del pubblico, mai del tutto raggiunto. Diversi gli episodi di spicco dell’album, come la superba “L’angelo necessario” (“Sono la tua Statua della Libertà/ La tua ragazza triste/ Puoi farmi piangere tanto dimentico”), la già citata “Acque Sicure”, dal ritmo incalzante e travolgente, la dolcissima “La carezza del Papa” (“Tornando a casa stasera troverete i bambini/ Dategli quella carezza del Papa/ Ma anche un calcio nel culo fa bene/ Anche quello ogni tanto fa bene/ Come segno d’amore sicuro”) e la tormentata “Cruciverba” (“Metto lenzuola davanti agli specchi/ Se l’ultima cosa che hai detto è stato rifletti/ Ora riesco a riempire gli spazi/ E quel che rimane rimane nel bianco degli occhi”).