Si concluderà domani sera la 60esima edizione del Festival di Sanremo, uno degli appuntamenti più seguiti e discussi della televisione italiana. Ed anche quest’anno non sono mancate le polemiche e le critiche, dall’esclusione di Morgan al brano di Povia su Eluana Englaro, dal ritorno del dialetto con il brano di Nino D’Angelo alla partecipazione del principe Emanuele Filiberto di Savoia. E mentre tutti si interrogano sulle imbarazzanti mise di Antonella Clerici, sui mega ingaggi degli ospiti, e sugli ascolti, come al solito la musica passa in secondo piano. Ma non qui. Quindici le canzoni in gara per i Big, dieci le Nuove Proposte, diverse le tipologie presentate. Spicca su tutti l’elegante e sofisticata voce di Malika Ayane che con Ricomincio da qui porta al Festival una ventata di novità e di qualità. Brano non immediato, ma che con l’ascolto acquista sempre maggiore valore e credito, e che speriamo possa regalarle quantomeno il Premio della Critica. Un gradino sotto troviamo Irene Grandi, che si presenta con La cometa di Halley, un pezzo scritto a quattro mani con Francesco Bianconi, e che mostra sin dalla prima nota il marchio Baustelle e la poetica nichilista cara al frontman del gruppo. Emerge in questa edizione più che nelle precedenti l’importanza dei talent show nella scelta degli artisti; abbiamo quindi Marco Mengoni e Noemi da X-Factor e Valerio Scanu da Amici. Il vincitore di quest’anno Mengoni ha dalla sua una voce ed una presenza scenica importante, tale da potergli garantire il primo posto, più impacciata e timida la seconda, ma comunque interessante il brano, che le calza a pennello. Per quanto riguarda Scanu non ci convinceva prima e non lo fa ora, presentando un pezzo che è già vecchio ancora prima dell’ascolto, e non rispecchia affatto la giovane età del ragazzo. Torna Arisa, la vincitrice dei giovani dell’edizione scorsa, con Malamorenò, un altro motivetto retrò che non aggiunge niente di più a quello che avevamo scoperto un anno fa, piace Cristicchi, perfetto nel ruolo di provocatore e menestrello con Meno male, delude Irene Fornaciari con Il mondo piange, pezzo sottotono e banale. Tutto il resto lascia indifferenti o nella peggiore delle ipotesi annoia. Tra i giovani segnaliamo tre proposte che speriamo possano proseguire dopo la parentesi sanremese: Nina Zilli, sicura e perfetta nella sua L’uomo che amava le donne, La fame di Camilla, gruppo proveniente dall’underground e vincitore del Mei 2009 (Meeting delle Etichette Indipendenti, NdR) e Jacopo Ratini, simpatico ed intimo funambolo delle parole.