Lo abbiamo conosciuto qualche anno fa in veste di rapper metropolitano e come emblema del cosiddetto “coatto” romano. Ora, a dieci anni di distanza, Tommaso Zanello, in arte Piotta, torna sulla scena in una rinnovata veste rock e come produttore di gruppi indipendenti. Lo abbiamo incontrato per parlare dei suoi progetti ed ecco cosa ci ha raccontato.

Sei da qualche anno, oltre che musicista e cantautore, anche produttore, con la tua etichetta La Grande Onda. Come è nata l’idea di aprire una tua label?

E’ nata dal fatto che da quando sono piccolo mi autoproduco. Prima le demo, poi il successo underground dei mixtape, infine i primi brani fino al primo contratto discografico. Ho sempre lavorato in ambito indie, quindi ora che è il mercato è in crisi sono avvantaggiato dal fatto che so come muovermi al meglio anche con piccoli budget, e mi sto levando parecchie soddisfazioni. Detto questo è il quinto anno di attività de La Grande Onda con un bellissimo rapporto con la critica e la stampa in genere, con le radio alternative e qualche capatina tra radio e tv più commerciali, il tutto all’insegna della qualità, dato che ragiono con la mentalità di un artigiano internauta!

Tra i gruppi che sono “sotto la tua ala protettrice” ci sono i Lemmings, una delle rivelazioni della scena italiana, che suoneranno insieme a te venerdì 22 all’Auditorium Parco della Musica. Come ci si sente a suonare in uno dei luoghi “sacri” della musica?

L’ala la lascerei ai potenti veri, dai politici agli industriali! Diciamo che trattandosi della intelligente manifestazione chiamata Generazione X siamo entrambi molto contenti di esserci e di fare un bel sacrilegio a base di scratch e riff distorti.

Per quanto riguarda il tuo percorso personale è uscito da pochi mesi S(u)ono diverso, anticipato dall’omonimo singolo, a cui hanno collaborato diversi nomi della scena underground romana (Lemmings, Masoko, Truceclan). La possiamo definire una svolta rock?

E’ uscito da poco più di due mesi ed è una svolta sonora figlia del Warped Tour. Svolta che accompagna una mia ulteriore e molto personale crescita, dal punto di vista umano e testuale. Politica, meritocrazia, società, razzismo, tv, ambiente, etc… Ce n’è per tutti con serietà ed impegno. Un disco combat che fa poco sorridere, molto cupo!

Oltre alla musica sei attivo anche sul fronte della scrittura, con un’autobiografia ed un libro su Jovanotti. Hai in mente altri progetti di questo tipo?

Assolutamente si! Ora sono preso dalla realizzazione del video del prossimo singolo “A testa alta” previsto per fine marzo. Seguirò quello estivo con la seconda parte del tour e poi dall’inverno prossimo si torna in studio per i pezzi nuovi e nell’oscurità della notte a scrivere il terzo libro.

Per quanto riguarda le collaborazioni, c’è qualche gruppo o artista a cui si senti particolarmente vicino e con cui ti piacerebbe lavorare, sia dal punto di vista di produttore che di musicista?

Sì, Franco Battiato, un esempio per tutti i giovani artisti di rigore e di lontananza da un certo modo di fare spettacolo.