Otto OhmE’ uscito lo scorso 16 ottobre il quarto album Combo, produzione totalmente indipendente che sta ottenendo un ottimo riscontro di critica e pubblico. Ne abbiamo approfittato per incontrare gli Otto Ohm nel loro studio di registrazione alle porte di Roma e per fare quattro chiacchiere con la voce del gruppo, Andrea Leuzzi.

Innanzitutto partiamo dalla domanda più scontata, ma anche immediata: perché Otto Ohm?

E’ il primo nome che ci è venuto in mente, avevamo le casse davanti a noi e guardandole abbiamo pensato “Però fico Otto Ohm”, questa è la vera spiegazione, è stato il pretesto per dare un nome al progetto, che poi si è rivelato lungimirante nel tempo.

Sono passati quattro anni dal vostro precedente disco, Naif, come mai tutta questa attesa?

Di solito noi lavoriamo così, non abbiamo mai fatto un disco l’anno, stavolta c’è voluto un po’ di più rispetto agli altri lavori, ma semplicemente perché parlando di cose reali, di vita, c’è bisogno di viverla per poterla raccontare, per poter avere un punto di vista diverso. L’album è la risultante di tanti pezzi, noi arriviamo con una scelta di circa quaranta brani e da lì ne selezioniamo gli undici- dodici che andranno a comporre il disco, che sono il riassunto di quello che abbiamo vissuto. Scegliamo i pezzi che vanno a seguire il filo conduttore che abbiamo voluto dare sin dall’inizio al progetto.

Combo esce come una produzione totalmente indipendente, dopo tre album in cui vi siete appoggiati ad etichette discografiche. Una scelta o un’esigenza?

Abbiamo sempre prodotto da soli il nostro disco, ci appoggiavamo ad etichette, comunque indipendenti, ma solo per una questione di prestigio, non eravamo pronti a gestire in maniera soddisfacente tutto. A noi piace fare la musica, e vorremmo fare esclusivamente questo, ma il mercato ti porta a fare questa scelta. Poi negli anni riesci a maturare una serie di contatti, che spesso sono anche amici, che ti aiutano a veicolare il progetto, a ricavarti uno spazio. Abbiamo sempre portato una creazione completa da tutti i punti di vista, oltre ai brani anche la copertina, è un nostro lavoro a 360 gradi.

Tra le collaborazioni vantate quella con Daniele Silvestri, con cui avete scritto il brano A me ricordi il mare. Come nasce questo rapporto artistico? Ci sono altri musicisti con cui vi piacerebbe lavorare?

In realtà io Daniele lo conosco perché agli albori degli Otto Ohm avevo una ditta di traslochi, ed uno dei primi che ho fatto è stato quello a casa di Daniele Silvestri. Poi ci siamo rincontrati artisticamente circa dieci anni dopo, lui stava lavorando al disco (Il Latitante, ndr) e sono andato a casa sua a Fregene un paio di volte, lui è venuto altre volte qui da noi ed in poche ore è nato il pezzo. Per quanto riguarda le collaborazioni, in Italia ci sono molte realtà valide, ma è un tipo di progetto che deve nascere spontaneamente a mio avviso, non deve essere un accordo tra etichette. Un’artista che ho riscoperto ultimamente e con cui ci piacerebbe lavorare è Cristina Donà.

Com’è il vostro rapporto con la scena indipendente italiana? Cosa ascoltate e vi piace?

Di base io ascolto la stessa musica da sempre, con qualche incursione nuova, ma non sono gruppi italiani. Del nostro panorama musicale, come dicevo, mi piace molto Cristina Donà, e la vena rock che sta uscendo in questi anni, è una bella riscoperta. Mi è piaciuto Bugo, che ha maturato nel tempo un suo stile, poi gli Afterhours, i Marlene Kuntz, ma ci sono anche altre decine di realtà, come alcuni gruppi reggae che sono sopravvissuti nel tempo. Certo se accendi la tv la situazione è piuttosto sconfortante, per chi vuole andare oltre il livello strettamente commerciale c’è poco, anche se poi quello che piace davvero alle persone sono spesso produzioni indipendenti.

E con le nuove tecnologie? Quanto sono importanti per la promozione?

Internet ha ribaltato totalmente la situazione, non sono più le radio a dettare cosa piace o non piace alla gente, a decidere cosa compreranno le persone. Su internet scegli cosa ascoltare, scopri gruppi nuovi ed ha molto più valore un video visto trecento volte su You Tube rispetto a quello passato in tv mille volte. Per fortuna questo dà la possibilità ai gruppi di venire fuori, come è successo anche noi, stiamo cavalcando quest’onda, lo stesso vale anche per l’acquisto della musica, puoi farlo direttamente dal computer o dal cellulare.  Anche il download fatto illegalmente ha un suo valore promozionale, magari scarico un disco, lo ascolto tutta l’estate, mi piace e decido di comprarlo, oppure mi vado a vedere il concerto. Comunque crea quel tipo di interesse, non funziona più il passaggio in radio o il martellamento di uno spot pubblicitario, non c’è più quel parametro per cui “se io spendo un tot mi rientra tot”.

MySpace: www.myspace.com/ottoohm

Sito internet: www.ottohm.com