Alessandro GrazianIn un panorama musicale in cui sembra che l’aspetto cantautorale stia perdendo man mano spessore ci sono delle eccezioni che fa piacere scoprire e conoscere, come è successo con Alessandro Grazian,  giovane talento padovano, che suonerà al Lian Club di Roma il prossimo 12 novembre. Per tutti coloro che fossero interessati a saperne di più, rimandiamo al link MySpace: www.myspace.com/alessandrograzian

E’ uscito pochi giorni fa il tuo ultimo Ep L’abito, ce ne vuoi parlare?

L’Abito contiene 5 canzoni scritte quest’anno durante il tour di Indossai. Tra le cose che mi hanno spinto a questa pubblicazione c’era il bisogno di fare un’istantanea della mia vita e di dare una nuova testimonianza discografica prima della fine del decennio. L’Abito è una continuazione di Indossai ed è l’occasione per rivendicare la mia cifra stilistica.

Com’è attualmente essere cantautori in Italia? Trovi che sia più difficile emergere rispetto al passato?

È una domanda complicata, anche perché il passato che ci arriva e sempre un po’ romanzato: difficile dire come andava il mondo quando non c’ero. Di certo sono cambiate moltissime cosa dai tempi in cui i cantautori interpretavano più o meno consapevolmente i sentimenti delle persone. In questo periodo la società italiana è più disinteressata all’ascolto e alla cultura rispetto ad una volta e  per questa ragione il talento non è sufficiente per emergere.

Quando hai scelto di dedicarti alla musica? Esiste veramente un momento in cui si capisce che è quella la strada da seguire?

Potrei rispondere che è stata la musica a scegliere me, ma suonerebbe troppo romantico. La voglia di fare musica mi ha sempre accompagnato e avere pubblicato finalmente il mio primo disco 5 anni fa mi ha aiutato a dare fiducia a questa mia passione.

Oltre che alla musica sei apprezzato anche come pittore, quale delle due attività senti più vicina? Si ispirano a vicenda?

Pittura e musica sono intrecciate tra loro e si nutrono a vicenda, ma anni fa ho dovuto sacrificare un po’ la pittura per la musica. Ora nella mia vita ci sono più note che immagini, ma non escludo un ritorno all’arte figurativa e appena avrò le condizioni per farlo ricomincerò a dedicare il giusto tempo al disegno e alla pittura. La passione per il mondo dei pennelli è comunque viva, tanto che in questi giorni sto esponendo i miei dipinti a Milano in una mostra personale.

Per gli artisti indipendenti i concerti sono il punto forte per farsi conoscere ed amare. Com’è il tuo rapporto con il live?

È un rapporto vivo e senza troppe pause di riflessioni; da quando ho esordito sono stato praticamente sempre in tour e anche prima di pubblicare il mio primo disco per anni ho suonato dal vivo le mie canzoni. Fare concerti mi piace e mi aiuta a crescere come artista e come persona.

E con la tecnologia? Funziona davvero la promozione online (Myspace, Facebook, Twitter)?

Il mio rapporto con la tecnologia è sereno. Sono cresciuto frequentando il computer e per quel che riguarda la promozione credo che certi social network (anche se con qualche limite) siano un buon strumento.