Marlene KuntzSono una delle band più eclettiche del panorama italiano, musicalmente attive da più di vent’anni, ed ora al lavoro anche nella letteratura e nel cinema. Attualmente in giro per l’Italia per presentare reading teatrali e sonorizzazioni (l’ultima delle quali alla Biennale di Venezia), ne abbiamo approfittato per incontrare il loro leader e frontman Cristiano Godano e per parlare dei diversi progetti di cui sono protagonisti.

Siete reduci da più di un anno di tour teatrale dell’album Uno. Come è stata questa esperienza? Come vi hanno accolto i fan in questa nuova veste?

Chi c’era in una altissima percentuale di casi si è goduto un live fatto di canzoni prese da una buona parte di dischi del nostro repertorio oltre che da Uno, nostro ultimo… Alludo a quelle canzoni che erano già state in versione originale concepite in modo delicato, intimo, decisamente non urlato: chi segue i Marlene da sempre, senza fraintendimenti e sapendo che la nostra anima non è solo rock distorto e fragore, tutto questo se lo aspettava e desiderava… Sicché ci hanno accolto molto bene e con molto godimento.

Oltre alla musica vi siete cimentati anche nel cinema, sia nel ruolo di attori che nella colonna sonora del film Tutta colpa di Giuda. Come è nata questa idea?

Dal regista Davide Ferrario, che ci ha formalmente e amichevolmente invitati.

Tu in particolare Cristiano sei attivo anche in veste di scrittore- con la raccolta di racconti I Vivi. Hai intenzione di pubblicare altri libri? Su quali argomenti?

E’ una intenzione che nella graduatoria delle priorità arriva molto dopo altre che urgono: sicché, francamente, è presto per sapere di cosa vorrò parlare. Non ho nemmeno idea di cosa mi occuperò nel prossimo disco, che a breve inizieremo a lavorare.

Insieme a Gianni Maroccolo e Howie B state collaborando ad un progetto che si chiama Beautiful e che confluirà a breve in un disco. Come nasce e di cosa si tratta?

Da un’occasione particolare in cui ci ritrovammo entrambi ospiti dei Masbedo, un duo milanese di video arte. Dalle chiacchiere intercorse nacque spontaneamente e genuinamente una simpatia reciproca che stimolò un invito a provare a fare, un giorno, qualcosa insieme. “Quel giorno” è arrivato nella scorsa primavera, e ci ha portati in uno studio mobile in Romagna, dove abbiamo registrato una decina di pezzi in perfetto equilibrio fra chitarrismo e elettronica, discreta ma vitale…

Dopo l’esperienza di quest’anno degli Afterhours, partecipereste al Festival di Sanremo o pensate che non ci sia posto per la musica indipendente nel mainstream televisivo?

Il posto gli After se lo sono trovati, così come se lo trovarono i Subsonica, i Bluvertigo, i Timoria, Vasco Rossi (che all’epoca era più trasgressivo e alternativo di tutti i citati messi insieme) e quant’altri… A qualcuno è andata benissimo, a qualcuno bene, a qualcuno non ha spostato di molto ma ha fatto suonare parecchio dal vivo (oro colato, di questi tempi, visto che i dischi stanno morendo, e con loro parte dei guadagni dei musicisti), a qualcuno è andata male o molto male (e non sto parlando di classifica all’interno della competizione)… Proprio questo altalenarsi di possibili esiti è l’unico vero motivo che ci mette in difficoltà sul decidere se andarci oppure no…

In quasi vent’anni di carriera vi siete avvalsi di importanti collaborazioni, soprattutto di respiro internazionale. C’è qualche artista con cui vi piacerebbe confrontarvi?

Ci siamo già tolti parecchie soddisfazioni… E non è ancora finita!

Siete già al lavoro sul prossimo album? Qualche anticipazione?

Ehm… In parte ho già risposto. E per quanto riguarda le musiche: mi credi se ti dico che ancora non abbiamo nulla di pronto?

Sito Internet: www.spaziodigitale2.org/

MySpace: www.myspace.com/marlenekuntzofficial