The NiroDavide Combusti, in arte The Niro, è uno degli esempi più lampanti di “fenomeno MySpace”, (www.myspace.com/theniro ) scoperto grazie al tam tam della rete ed al passaparola degli utenti. Lo abbiamo incontrato in occasione del concerto romano al Circolo degli Artisti, dove ha stupito ed entusiasmato il pubblico grazie al talento e alla voce particolarissima. Ecco cosa ci ha raccontato.

Iniziamo con la domanda più scontata, come mai hai scelto questo nome?

Il nome The Niro è nato per caso, inizialmente destinato ad una band che avevo fondato nel 2002 e che in seguito si sciolse. Nel circuito indipendente tutti avevano iniziato a darmi questo soprannome, così decisi di tenerlo anche per il progetto cantautorale.

Il tuo primo album omonimo è uscito quasi un anno fa, riscuotendo molti consensi sia da parte del pubblico che della critica. Come mai la scelta di cantare in inglese? Non hai paura che possa allontanarti da una fetta di pubblico?

In Italia si ascolta tanta di quella musica cantata in inglese che non credo la gente si faccia così tanti scrupoli al riguardo. Riguardo i testi poi, se da una parte perdo in immediatezza di messaggio per chi non conosce la lingua – considerando già la musica come veicolo universale di comunicazione – dall’altra l’uso di un idioma così diffuso mi ha aperto le porte per altri mercati nel mondo. Ho sempre avuto la voglia di parlare un po’ a tutti. Magari il prossimo disco lo farò in cinese,chissà!

Sei stato paragonato da molti, sia per la voce che per lo stile, a Jeff Buckley. Ti ritrovi in questo paragone? Quali sono le tue altre fonti di ispirazione?

Amo Jeff Buckley, ma non mi ritrovo affatto nel paragone per svariati motivi, primo fra tutti il fatto che l’ho conosciuto dopo aver iniziato a scrivere musica.
La mia fonte d’ispirazione principale è il cinema. Le immagini di un film (di qualunque genere) mi regalano sempre infiniti spunti per nuovi brani.

Com’è il tuo rapporto con il live? Con quali artisti ti piacerebbe collaborare in futuro?

Il rapporto con i live è di amore incondizionato! Sono una persona fondamentalmente timida, e , nonostante abbia suonato un po’ ovunque per anni, è bello constatare che l’emozione ogni volta è sempre la stessa.
In un futuro prossimo mi piacerebbe molto collaborare con Badly Drawn Boy, Beatrice Antolini, Paolo Benvegnù.. La lista è davvero lunga!

Federico Fiumani in un’intervista ci ha confessato che andrebbe a Sanremo come autore di un pezzo per te. C’è nei tuoi progetti la chermesse ligure?

Sono felice che lo abbia detto, adoro Federico, e tra l’altro di questo progetto Sanremo ne parlammo una sera a Roma qualche mese fa. Ma per gioco! (ride)  Onestamente non mi ci vedo proprio sul palco di Sanremo, anche se nella vita non si può mai dire!

Sei già al lavoro sul secondo album? Qualche anticipazione?

Ci sto lavorando proprio in questi giorni. Il disco uscirà certamente il prossimo gennaio, ma purtroppo per ora non posso dire di più.