Mardi Gras

I romani Mardi Gras sono uno dei gruppi più interessanti del panorama indipendente, tanto che il loro talento ha colpito prima di tutto le orecchie della stampa irlandese, dove sono più conosciuti che in Italia. Attualmente al lavoro sul secondo album, saliranno sabato 19 settembre sul palco del Note Tempo Village a Roma. Abbiamo incontrato il gruppo qualche giorno fa ed ecco cosa ci ha raccontato.

Innanzitutto la domanda più ovvia e scontata; come mai Mardi Gras?

Fabrizio Fontanelli (chitarre e testi): L´ho scelto semplicemente curiosando tra la mia collezione di dischi. Mardi Gras è l’ultimo lavoro in studio dei Creedence Clearwater Revival, una della mie band preferite di sempre.
Mi piacque subito, poi scoprii in seguito che il suo vero significato è il carnevale di New Orleans, un’esplosione di musica e energia. E´ stato bellissimo avere moltissimi contatti dalla Lousiana da persone che ci scoprivano su Myspace (www.myspace.com/mardigrasmusic)  e rimanevano affascinati dalla nostra musica. Ed è stato poi tragico quando arrivò Katrina.

La vostra avventura musicale deve molto alla stampa irlandese, che sin da subito ha recepito ed apprezzato la vostra musica. Ce ne volete parlare?

Fabrizio Fontanelli (chitarre e testi): Hot press, che è la bibbia del rock irlandese, ci ha subito adottato e recensito entusiasticamente. L’ambiente dublinese è a me caro ed è stato naturale veicolare il nostro materiale lì, essendo i brani in lingua inglese, e anche andare in tour in Irlanda è stato meraviglioso e speriamo di tornare presto in occasione del nuovo album.

Siete attualmente in tour con due date romane il 10 e il 19 settembre. Come vivete l´esperienza live?

Manuela Simonetti (voce): L´esperienza live è qualcosa per me molto importante, è alla base di una band, attraverso la musica live si crea il contatto con il pubblico, che viene trascinato in un viaggio fatto di emozioni e sensazioni vive. Sono da poco nei Mardi Gras e il 10 settembre è stato il primo live insieme, c´era una forte carica ed una grande emozione da parte di tutti, è stato un gran bel concerto. Ho già avuto esperienze live in precedenza, so quanto è bello viverle a pieno, soprattutto quando c´è un gran feeling tra i componenti della band, cosa che nei Mardi Gras non manca.

Alessandro Fiori (batteria): Non esisterebbero i Mardi Gras senza live!
Com´è il vostro rapporto con la scena indipendente italiana? Che musica ascoltate e con chi vi piacerebbe collaborare?

Manuela Simonetti (voce): Sono da sempre appassionata degli anni ´70 e quindi molto legata alla musica di quel periodo, ma mi piace muovermi nel mondo della musica senza pormi limiti, non amo ridurre tutto ad un solo genere musicale, adoro le vibrazioni e le sensazioni che riesco a catturare spaziando dal jazz al blues, dal soul al rock, dal progressive alla new wave, dalla sperimentale all´elettronica.

Fabrizio Fontanelli (chitarre e testi):  Siamo tutti onnivori di musica. La scena indipendente italiana è un flusso continuo di band e autori fantastici, io adoro tra tutti Paolo Benvegnù, i Virginiana Miller, i Perturbazione, Pino Marino e molti altri; se pensi a un cd come Il paese è reale tasti il polso a questa Italia dove ci siamo finalmente smarcati da una scena asfittica, parecchie band vanno in tour all’estero, penso ai Belladonna e al loro appeal internazionale o a The Niro. Quando noi andammo in tour in Irlanda fummo molto apprezzati e seguiti. Collaborazioni vediamo… Beh, una bella produzione di Paolo Benvegnù sarebbe il top! Ci stimiamo a vicenda ed è sempre bello stare in sua compagnia.

State già pensando al nuovo album? Qualche anticipazione?

Manuela Simonetti (voce): Si, il nuovo album è in fase di produzione, stiamo lavorando a nuovi brani ed un´anticipazione c´è stata proprio il 10 settembre con il brano Sister I know in una versione molto particolare, solo piano e voce.

Fabrizio Fontanelli (chitarre e testi): Parecchie energie si sono liberate, ci sentiamo finalmente liberi di esplorare, e improvvisare, ognuno sta portando un suo contributo ed è decisamente il periodo più eccitante del nostro viaggio musicale.

Alessandro Fiori (batteria): Abbiamo già dei pezzi pronti in puro stile Mardi Gras ed  altri che fungeranno da ponte per un’evoluzione sonora che non vi anticipo.