Mi chiedo se sia sbagliato continuare a coltivare sogni e passioni nella speranza di vederli crescere come un fiore sul davanzale della tua finestra. Ma nonostante tutto il pessimismo, nonostante la realtà io continuo a credere, continuo a sperare che ci sia qualcosa di migliore e di bello appena girato l’angolo, qualcosa o qualcuno che sai di aver aspettato tutta la vita Ma poi ci ripenso e dico che forse no, non esiste quella persona, quell’anima gemella di cui tutti parlano e che tanti si illudono di aver trovato. Forse non c’è davvero sempre un lieto fine, forse ci dobbiamo accontentare di vederlo nei film e di viverlo di riflesso, forse siamo noi le nostre anime gemelle, forse la vita è semplicemente un percorso che ti porta a conoscerti fino in fondo, con tutte le sfumature e le contraddizioni. Forse gli altri sono solo dei passaggi, delle spinte alla conoscenza, dei confronti, dei parametri, ma mai nessuno può completarti se sei tu per primo a non bastarti. Forse è proprio questo il punto, non sentirsi mai abbastanza per qualcuno, quando in realtà non lo si è per se stessi. Come si fa ad uscirne, come si fa a raggiungere la piena completezza di sé? Forse basterebbe guardarsi dentro e chiedersi cosa si vuole davvero, avere il coraggio di tirar fuori i desideri dalla scatola, non solo per contarli, ma per realizzarli, almeno quelli che non necessitano l’intervento diretto di altre persone, dedicarsi anima e corpo alle proprie passioni, senza rimandare, senza accontentarsi, ma soprattutto rischiando. Solo che rischiare fa davvero paura, in ogni sfera della vita, soprattutto quando ad essere in gioco sono i sentimenti. Quindi ci si nasconde, si gioca,  si scappa, ci si fa del male. Quando in realtà basterebbe soltanto arrendersi e lasciarsi trascinare dalle cose, lasciando che scorrano con naturalezza, senza bloccarle o soffocarle. Perché è vero che vivere fa paura, ma è il non vivere a terrorizzare sul serio. Ritrovarsi soli, spenti, vecchi, senza riuscire a cogliere la bellezza, in tutte le sue forme. In un mondo in cui è facile perdersi, non avere direzioni è più semplice chiudersi che darsi, non ci si fida, non si prova, non si crede. Soprattutto ci si abitua, alla routine, alla mediocrità, al sopravvivere. Forse il segreto è ricominciare da se stessi, volersi bene, mettersi al primo posto, chiedendosi e dandosi quello che realmente si vuole.

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