LitroCuriosando nell’underground romano si scoprono molti gruppi interessanti, che con un pizzico di attenzione in meno passerebbero certamente inosservati. È il caso dei Litro, giovane band attualmente al lavoro sul primo disco. Giovane che in questo caso non è sinonimo di inesperta o alle prime armi; tutti e tre i membri del gruppo, infatti, provengono da precedenti collaborazioni con band della scena rock punk italiana (Evangeline e Mas Ruido in particolare). Il loro suono, riconducibile all’indie rock, è un crescendo continuo, con basso, chitarra e batteria che partono come un dolce sottofondo per poi esplodere negli incisi. I testi sono rigorosamente in italiano, cosa che permette un approccio più immediato ed istintivo. La voce sussurra quasi le parole accompagnando ogni piccola variazione strumentale. Un lavoro attento di ricerca e sviluppo del suono, che li accosta a gruppi di respiro internazionale come Police, Blur e Sigur Ros. L’uso della lingua italiana risulta essere una forza piuttosto che un limite, accostando un suono ricco e corposo a testi che non scadono mai nel banale, ma che anzi valorizzano sia il suono che la voce. Un gruppo quindi che ha tutte le carte in regola per fare il “grande passo”, ogni brano infatti è orecchiabile e si lascia facilmente ricordare. Da segnalare in particolar modo Nudi, forse il brano più interessante dell’intero lavoro, in cui il distacco è il risultato di una dichiarazione di sconfitta: “Non riesco ad essere come mi vuoi, vivo di sbagli che ti affogano, e i nostri sguardi si allontanano, vivo di sbagli che si sciolgono negli occhi tuoi” e Disegnaci Indelebili, ballata che si distacca dallo stile generale per trasportarci in una dimensione più dolce ed onirica: “Disegnaci come ombre d’alberi, così diversi e simili, indelebili. Muovi solo polvere, muovi briciole, denti pronti a mordere, sei come me”.  Tirando le somme un esordio su cui ci sentiamo di scommettere, altra dimostrazione di come la scena musicale italiana sia in continuo fermento ed in ottima forma.

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