disblusm_thumb[1]Erano circa centomila le persone accorse sabato sera per vedere i Cure nella splendida cornice di piazza San Giovanni. Dal crepuscolo fino a notte inoltrata il Coca Cola Live@Mtv, giunto alla sua quinta edizione, ha riscaldato la notte romana grazie ad una varietà di artisti e di generi, partendo dagli Zero Assoluto, passando per Giuliano Palma fino a John Legend e Marracash. Ma il vero evento erano loro, la band simbolo del dark e di quegli anni ’80 che ultimamente sono tornati in tutto il loro splendore.  Dopo numerosi cambi di formazione, i Cure sembrano essersi assestati nel quartetto “storico”, con Porl Thompson alla chitarra, Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria e il carismatico Robert Smith come inossidabile frontman. Le premesse del grande evento c’erano tutte, e non sono state disattese. Quasi due ore di concerto, suddivise in due parti; da un lato la presentazione integrale del nuovo album “4:13 dream” e dall’altra la riproposizione dei brani storici del gruppo. Il nuovo lavoro, che dovrebbe arrivare nei negozi il 28 ottobre, appare compatto, pieno: abbandonate le tastiere a favore di un suono più acustico, le tredici canzoni si snodano con facilità ed equilibrio, ed il pubblico sembra rispondere bene ad un esperimento così azzardato come quello di presentarle tutte di seguito in un sola esibizione. Ma è nella seconda parte che esplode il concerto: il gruppo si concede senza mai negarsi e regala un’altra ora di musica. A farla da padrone è l’album Disintegration, da cui vengono pescati brani come Lullaby, Fascination Street, e la dolce Lovesong. Non mancano neanche le perle “pop”: Boys don’t cry, The walk, Friday I’m in love, Just like heaven, In between days, Wrong number e The end of the world. Robert Smith canta, suona, ed improvvisa anche dei passi di danza, quasi a voler dimostrare che le sue canzoni non sono tetre come si potrebbe pensare, ed il pubblico partecipa, risponde. È quasi l’una ormai quando il gruppo saluta la folla e promette che tornerà presto. E la Capitale risponderà nuovamente con entusiasmo; nel 2004 fu il Colosseo, nel 2008 piazza San Giovanni, quale sarà la prossima meta?

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