SikitikisIl secondo lavoro dei Sikitikis- gruppo cagliaritano attivo dal 2000 e importato a Torino dalle scuderie di Casanonica- ha il gusto amaro e metallico del sangue in gola… Ed è proprio il sangue a farla da padrone, sin dalla copertina: il frontman Diablo che tiene il mano un coltello di fianco alla sua faccia. E tutto il disco potrebbe essere letto come il racconto di un omicidio racchiuso in undici tracce. Un album diretto, cattivo, che riesce a risultare rock nonostante non ci siano chitarre. Un album ansioso, a tratti claustrofobico, che non ti lascia tregua dalla prima all’ultima traccia. Esempio cruciale risulta essere il brano Rosso Sangue, che esemplifica la difficoltà di un rapporto che più che amore è un’ossessione: “meglio restare in panne in mezzo all’autostrada senza un soldo in tasca, che stare tre minuti in camera tua per poi sentirmi dire basta”. Un amore che spinge a soffrire, che ti sfida perché “tu crolli al primo colpo, non al secondo al primo colpo”, come sostiene Diablo nel primo omonimo singolo. Ed il tema della scommessa, legata sia al gioco, ma anche ai sentimenti torna spesso all’interno dell’album, in brani come L’ultima mano e Perdere rivincite. Anche in B, come nel primo disco Il deserto dei Tiki, non mancano le cover: dopo L’importante è finire di Mina qui è la volta di Adriano Celentano con Storia d’amore, che racconta come sia difficile rinunciare alla donna che ami, che appartiene ad un altro anche se innamorata di te, la forza di dire di no anche se lei è l’unica cosa che desideri. La rabbia si mescola alla nostalgia in Piove deserto, forse il brano che mostra maggiormente l’amore del gruppo per le colonne sonore, in cui risulta forte il riferimento alla terra natia, alla stima per le donne della famiglia, che non si arrendono alle difficoltà e vanno avanti: “madre mia fiera continui a resistere, a sognare, cercando gli angeli nelle tempeste e portarli a volare”.  L’immobilità delle cose, la siccità della terra che rende più aridi perfino i sentimenti “noi siamo qui e piove deserto, restiamo qui e piove deserto, tienimi qui che piove deserto ancora”. B vede spazio anche per le collaborazioni, come quella di Robertina in Onde concentriche, in cui si placa la furia di Diablo e c’è spazio per un attimo di respiro. Un attimo breve prima di soccombere, perché “il mondo è una giungla”.

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