MinistriC’era molta attesa sabato sera al Circolo degli Artisti per il concerto dei milanesi Ministri. Abbiamo ascoltato il loro secondo album Tempi Bui, uscito da poco per la Universal, e si è dimostrato degno successore del primo I soldi sono finiti. Quindi la curiosità di vederli dal vivo era tanta, sono in tre, poco più che ventenni e con tanta voglia di suonare. Sono arrabbiati, nel senso buono del termine, quella rabbia da cui scaturisce la voglia di reagire e di parlare di ciò che non va. L’apertura del concerto è affidata al primo singolo del nuovo album, l’omonima Tempi Bui, uno dei brani più riusciti dell’intero lavoro: “Veramente vivo in tempi bui, e non ho nulla di cui preoccuparmi, perché sono diventato buio anch’io, ma di notte sono uguale agli altri, e mi cambierò nome, ora che i nomi non valgono niente, non funzionano più da quando non funziona più la gente”. Proseguono poi con Diritto al tetto, altra canzone di protesta, e quello che colpisce di più è la loro attitudine rock, il suonare senza risparmiare nemmeno un po’ d’energia: “L’anima non serve, serve un posto dove stare, l’anima alle bestie, noi pensiamo con il pane, le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta, tiriamo su un ostello nella steppa”. Ma c’è spazio anche per il primo album, con il brano che li ha fatti conoscere al pubblico, I soldi sono finiti: “Perché noi non siamo puliti, suoniamo per non lavorare mai, ma in fondo non serve poi tanto, se il nostro rumore non piace più, se il nostro sudore non piace più, non abbiamo altro da vendere, credevamo fosse più facile”. La potenza del suono arriva prima di tutto, ma i testi sono taglienti, consapevoli, come succede ne Il futuro è una trappola: “E tu che non spegni mai le luci a casa tua perché credi di non essere l’ultimo, ma il futuro l’avete inventato voi, ma il futuro è una trappola, e un giorno mi maledirai”. Ma è in chiusura che il gruppo da il meglio di sé, ed il pezzo che ci colpisce di più e che più fa riflettere è Il bel canto: “E’ come se non avessi mai deciso niente, ho aperto troppe finestre e non so da quale buttarmi, voglio un nemico fidato, voglio guardarlo negli occhi, ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi, fatemi uscire di casa solo per costituirmi, hanno dovuto bendarmi perché vedessi un po’ meglio”. Per un ascolto vi rimandiamo al loro indirizzo MySpace: www.myspace.com/ministri