Ettore GiuradeiVegetable GIl sabato sera del Contestaccio è un appuntamento stimolante per tutti quelli che, come noi, cercano una serata di musica che spazi dal cantautorato al rock più orecchiabile. Concerti che si protraggono fino a notte inoltrata cercando di abbracciare una tipologia di pubblico più variegata possibile. E così a mezzanotte sale sul palco Ettore Giuradei, giovane cantautore bresciano, già apprezzato per i suoi testi eclettici e per l’interpretazione teatrale, che ricorda Conte e Capossela. Due album all’attivo e tanta voglia di suonare e farsi conoscere, ed i suoi brani colpiscono e restano in mente già al primo ascolto. Succede così che ci ritroviamo a canticchiare Zingara: “Prendimi zingara salvami, sentirai i miei baci da bambola, prendimi zingara spogliati, sentirai i miei baci da bambola”. Che ci ritroviamo a riflettere su Stupito: “E’ difficile capire l’incertezza delle cose, la verità che passa in ogni calice”. Che ci fermiamo ad ammirare la semplicità con cui declama i suoi testi profondi e per nulla immediati: “Era che così tra la pioggia e Nick Cave mi veniva di invitarvi ad un banchetto di vino e carne, di violenza e silenzi”. Con la stessa rapidità del cambio palco muta anche l’atmosfera sul palco ed i pugliesi Vegetable G riempiono la sala di suoni psichedelici anni ’60. A farla da padrone è il loro ultimo lavoro Genealogy, un concept album sulla loro personalissima visione del mondo, che può essere racchiusa nella frase: “Did we come from an alien nation?”, una teoria che rimette in discussione tutto, che torna all’origine del mondo, dando quasi per certa l’esistenza di un mondo alieno che ci osserva dall’alto. E con questi tre “atomi con la barba”, come amano definirsi, l’elettronica vintage non è mai stata così attuale: un piano rhodes, basso, batteria e cori in falsetto, la ricetta vincente del gruppo. C’è spazio anche per l’anticipazione del secondo album Calvino, in uscita nei prossimi mesi, e le nuove tracce promettono bene. Messe da parte le teorie evoluzioniste, cosa ci dobbiamo aspettare?