Roberto AngeliniRoberto Angelini torna al Circolo degli Artisti per presentare il suo terzo lavoro La vista concessa, dopo cinque anni di distanza dall’album Angelini, che lo fece conoscere al grande pubblico grazie al singolo- tormentone Gatto Matto. L’esordio avviene però nel 2001 con Il Sig. Domani, brano che gli consegna il premio della Critica nella sezione giovani del Festival di Sanremo. Un primo album importante, dalla forte impronta cantautoriale, che troviamo ripreso e arricchito in questo terzo lavoro, dove l’artista romano esprime al meglio la sua passione per il jazz e la sua abilità come musicista. L’appuntamento di mercoledì dal vivo è salutato con entusiasmo dal pubblico numeroso, nonostante la data infrasettimanale. La band è al completo e Angelini in perfetta forma, lo spazio maggiore è naturalmente affidato al nuovo lavoro, presentato dal potente singolo Vulcano, brano intimista e autobiografico in cui l’artista afferma con rabbia: “Chissà se sarò mai pronto abbastanza per finire tutto quello che mi manca, reagire all’accorrenza e dire no se non mi importa. Ed essere me stesso sempre, con ogni mia zona d’ombra, senza paura di ferirti o di non essere all’altezza”. Lo stile è riconducibile alla stessa “scuola” di cui Angelini fa parte, ritroviamo affinità con Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri. Un lavoro curato anche nella grafica, con la copertina del disco che riproduce il falconiere bendato, sintesi e raffigurazione dell’album e della title track in particolare: “Che vita di una vita in cui ci si accontenta, come dire non ne ho colpa, la vista concessa, ho visto quanto basta”. Ma uno dei momenti più emozionanti del concerto è affidato alla poesia di Sulla sponda del fiume, il racconto della fuga di due amanti, la paura e la voglia di restare insieme, la struggente dichiarazione d’amore di una donna innamorata: “Tra la nebbia lei perde una lacrima, dice <<No, non ti lascerò qua, abbiamo cominciato insieme questa storia ed insieme finirà, fino alla fine del giorno, fino a che avrò sangue nel corpo resterò al tuo fianco e gli spareremo contro>>”. Una performance emozionante, che ci lascia con la voglia di ritrovarsi presto per essere “Fiori rari nel deserto, non nani da giardino”.

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