Afterhours

Gli Afterhours tornano a Roma in occasione della pubblicazione dell’edizione deluxe del loro ultimo album I milanesi ammazzano il sabato, e l’appuntamento di sabato 6 dicembre è immancabile. Devono averla pensata come noi un bel po’ di persone, perché il teatro Tendastrisce è stracolmo di fan di vario genere. È cambiato molto, infatti, il loro pubblico nel corso degli anni, e ai rocker sfegatati si sono aggiunti adolescenti curiosi neo convertiti al sound duro degli After. Ad aprire il concerto Roberto Angelini, sì proprio quello del tormentone GattoMatto, in veste di cantautore esordiente. Convince ma non fino in fondo, perché l’attesa è tutta per la performance di Manuel Agnelli e soci. Con una puntualità inusuale per i concerti, il gruppo sale sul palco in grande spolvero, iniziando con una cover dei Nirvana per scaldare l’atmosfera già rovente della serata. Già dall’incipit il gruppo sottolinea il primato di rock band italiana conquistato in più di vent’anni di carriera e con una decina di album eclettici. Che siano iene o agnelli, in ogni caso gli After si dimostrano dei veri e propri animali da palcoscenico, merce rara nel panorama italico. Due ore e mezzo di musica suonata col cuore, con il corpo e con la rabbia e la dolcezza di un gruppo che di cose da dire ne ha davvero tante e si gode un pubblico di fedeli che canta a memoria ogni brano, vecchio o nuovo che sia. E Manuel Agnelli ci accontenta, porge il microfono alla folla e ci fa cantare, lancia plettri, suona la chitarra con l’asta del microfono, e urla a squarciagola le sue poesie più nere. Uno spettacolo rosso e nero appunto, rabbia, dolore, passione, sono questi i sentimenti che regnano nella performance, e amore, quell’amore squarciato e tormentato che non è cambiato nel corso degli anni, ma che forse si è un po’ levigato grazie alla paternità. Ed è proprio con la canzone più dolce dell’ultimo album che si chiude il concerto, orchi e streghe sono soli, quella “ninna nanna reciproca” che Manuel Agnelli ha scritto per sua figlia. Una buonanotte che ci lascia con la voglia di rivedersi presto e di “lasciarsi infettare” di nuovo dal germe rock degli Afterhours.