Marta sui TubiI Marta sui Tubi sono uno dei gruppi più interessanti della scena indipendente italiana, tre dischi all’attivo, numerose date sparse su tutto il territorio italiano, la partecipazione allo scorso concerto del Primo Maggio ed il 10 luglio il Roma Rock Festival. Abbiamo avuto il piacere di un’intervista con il cantante, Giovanni Gulino.

Innanzitutto partiamo dalla domanda più scontata e banale, ma senz’altro legittima: perché Marta sui Tubi? La fortuna del gruppo la fa anche il nome giusto?

Tempo fa ero amico di un tizio che stava con una tipa che si chiamava Marta. A volte andavo a trovarlo a casa ma lui non c’era. Suo fratello, quando gli chiedo dove fosse andato mi diceva “ E’ andato a scoparsi Marta sui tubi…” riferendosi al fatto che ai due piaceva farlo spesso nei pressi di un cantiere dove erano presenti questi enormi tubi. Marta sui tubi è quindi rimasta nella mia mente come una frase che si collegava a una dimensione piacevole e trasgressiva. Poi, quando dovevamo scegliere un nome per il gruppo non c’erano alternative altrettanto valide così….

I Marta nascono come duo, prima di giungere alla formazione attuale, siete partiti da Marsala e poi arrivati a Bologna. È stato necessario il trasferimento per promuovere il vostro lavoro?

Ci siamo incontrati a Bologna e li abbiamo iniziato a far musica insieme. La buona musica si può fare ovunque, anche al Polo Nord, il problema semmai è promuoverla e per farlo è opportuno trovare una città nella quale vivere che sia abbastanza vicino a quelle dove andare a fare i concerti. La Sicilia, la nostra amata terra, è purtroppo un po’ fuori mano geograficamente parlando.

Fin dall’inizio vi siete avvalsi di importanti collaborazioni per i vostri album. Quali sono gli artisti con cui vi piacerebbe lavorare in futuro?

Ci piacerebbe collaborare con chi ha voglia di farlo con noi. Ma almeno per adesso non abbiamo in programma collaborazioni; facciamo abbastanza fatica a volte a capirci tra noi!

La vostra musica è una delle punte di diamante del rock indipendente italiano, un mix innovativo e popolare al tempo stesso. Quali sono le fonti d’ispirazione?

Ognuno mette in campo le proprie influenze e le proprie idee artistiche. Frulliamo tutto e poi nascono le canzoni…

La forza dei Marta sui Tubi è stata fin da subito il live. Pensate che attualmente i concerti siano l’unica forma di promozione possibile per i gruppi indipendenti? Quanto “funziona” Internet (My Space, Facebook) rispetto al passaparola?

Sono convinto che per aspirare a un minimo di notorietà oggi per un artista sia indispensabile saper fare bene almeno 3 cose:

  1. Scrivere belle canzoni;
  2. Saperle suonare;
  3. Sapersi autopromuovere mediante My Space, Facebook e colleghi.

Siete, insieme a Paolo Benvegnù e Dente, tra gli artisti che hanno abbracciato la formula dei Secret Concerts. Ci volete parlare di questa esperienza? Avete mai pensato di farvi promotori di altri artisti attraverso questo strumento?

I Secret Concerts sono una nostra trovata. Li abbiamo organizzati per noi e lo stiamo facendo per gli artisti che hai citato e per altri ancora come Cesare Basile, Lombroso, Il Genio e Moltheni. Trovo che sia una formula interessante perché coniuga la particolarità delle esibizioni (concerti quasi interamente unplugged) al desiderio dei fans di assistere a uno spettacolo che di solito gli artisti non propongono dal vivo, nonché il fatto di passarci una intera serata insieme conoscendoli personalmente in un contesto intimo e rilassato come una abitazione privata. Di tutta la parte organizzativa si occupa la mia ragazza, Tania Varuni, lei sceglie le location, pianifica i tour e raccoglie le prenotazioni. Per chi ne volesse sapere di più www.myspace.com/secretconcerts

I Marta sui Tubi e il cinema: avete mai pensato di lavorare ad una colonna sonora, come hanno fatto in passato gli Afterhours (Lavorare con lentezza) e i Marlene Kuntz (Tutta colpa di Giuda)?

Quando qualcuno ce lo proporrà prenderemo in considerazione la cosa, per ora non è nei nostri progetti.