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La terra sotto i piediRicorre proprio in questo periodo il 25° anniversario dell’uscita di quell’omonimo disco d’esordio, che già lasciava presagire di avere tra le mani un artista che avrebbe lasciato il segno nella musica italiana contemporanea. Un cantautore in grado, come pochi, di unire impegno politico, sensibilità sociale, ironia, poesia e divertimento, e capita spesso di chiedersi chi raccoglierà una simile eredità.

Eredità forse scomoda, ma che al momento rende Daniele Silvestri una di quelle stelle polari in grado di smentire chiunque provi a parlare di mancanza di contenuti ed ispirazione nell’attualità musicale.

La terra sotto i piedi arriva a tre anni di distanza da Acrobati, e ne ribalta già dal titolo la prospettiva, esplicitandone il significato nella canzone-cardine Concime: “Ma servono radici/ Mi serve gravità, la stessa che negavo fino a ieri/ Quando predicavo di essere funamboli sospesi” .

Quattordici le tracce e numerose le tematiche affrontate, in apertura l’ariosa Qualcosa cambia lascia spazio ad un roseo ottimismo circa desideri importanti e forse non così irraggiungibili:Una musica nuova/ Una strada pulita/ L’Europa sognata/ La Siria guarita/ Un popolo onesto/ Le navi nei porti/ La scuola diffusa/ I processi più corti/ Una generazione che corregga la rotta/ La fiducia che torna/ La speranza risorta/ La lingua dei segni/ Spiegata ai bambini/ Noi due che riusciamo davvero a restare vicini”. View full article »

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Afrodite, il nuovo disco di DimartinoNel booklet del disco c’è il racconto di una visione che ho avuto mentre ero all’ospedale di Trapani dove è nata mia figlia. Sul monte Erice adesso c’è il castello di Venere, ma prima c’era il tempio dedicato alla dea Afrodite. Ho immaginato che nelle periferie delle città sorgessero dei tempi al posto delle cupole in onore dei santi come Padre Pio e che i bambini fossero educati alla bellezza”. Si può riassumere così la scelta del titolo Afrodite per il quarto album di inediti di Dimartino.

Uscito a tre anni di distanza da Un paese ci vuole, Afrodite segna un punto di svolta musicale nella carriera del cantautore siciliano, che si apre ad ariose sonorità anni ’70 (su tutti Anima Latina di Lucio Battisti) e distorsioni rock internazionali, senza perdere mai di vista la cardinalità delle parole.

Tra i vicoli di una Palermo in rinascita, ricca di immagini e suggestioni, si sviluppano storie di quotidianità e di riscatto sociale, intrecciate alla mitologia e alla religiosità popolare.

Dal primo singolo Cuoreintero, ispirato alla pratica egizia della psicostasia, la pesatura del cuore a cui era sottoposto ogni defunto prima di accedere all’aldilà, (“Il cuore è intero/ Ѐ tutto in mille pezzi ma almeno il cuore è intero”) a Daniela balla la samba, in cui la ragazza che si muove sul tetto di una Panda senza paura di cadere viene paragonata a “Santa Rosalia sul carro/ Una Madonna del fango”, fino all’esoterismo del video di Giorni Buoni. View full article »

incontinenti alla deriva“Nell’accezione dantesca gli incontinenti sono coloro che non riescono a contenere il desiderio morboso del vizio perché danno poco spazio alla ragione. E in questo cerchio abita la maggior parte di noi, me incluso.”

È lo stesso Emanuele Galoni, in arte Galoni, a definire così Incontinenti alla deriva, terzo album in studio dopo Greenwich (2011) e Troppo bassi per i podi (2014). Quattro anni di distanza, ma un unico comun denominatore: l’analisi della contemporaneità con una lente di ingrandimento attenta e puntuale. Incontinenti alla deriva è uno di quei dischi da ascoltare e riascoltare senza fretta per cogliere al meglio la poetica di un artista mai convenzionale, che rispolvera il cantautorato classico, riproponendolo in una chiave folk squisitamente originale.

In apertura, il primo singolo Banksy pone già l’accento sull’umana fragilità che pervade tutto il lavoro (“Per noi che abbiamo il capogiro, meglio l’inferno non si scivola/ E a guardare il paradiso le scale sono a chiocciola”), ed è proprio su questa sensibilità nel comprendere le paure e le debolezze della nostra natura che Galoni trova la sua unicità ed importanza nel panorama musicale italiano. Paura che va raccontata anche quando fa rima con disumanità, come ne I sistemi binari (“Tra chi scrive con i piedi e poi ti dice <<stai a guardare la sintassi?/ Ma cacciamoli a pedate questi negri sono tutti terroristi>>”), o quando la speranza diventa un’arma a doppio taglio per chi non ha la forza di reagire in Status Quo (“Ti diranno sempre di aspettare/ Ma l’attesa è una bomba sotto il sedere/ L’attesa è la menzogna di chi ci sa fregare”). View full article »

Abissi Tascabili, il nuovo disco di Daniele CelonaA volte capita che nell’era dell’avanzata digitale e della progressiva eliminazione del supporto fisico qualcuno scelga di andare sfrontatamente controcorrente e di creare un’opera che sia nel contempo musicale e artistica, scommettendo sulla qualità di un progetto forse anacronistico, ma indubbiamente affascinante e maestoso.

Quest’artista si chiama Daniele Celona, e per il suo terzo album sceglie Abissi Tascabili, un titolo che sa di collana letteraria e che propone un connubio indissolubile tra musica e fumetto, associando ad ogni brano una tavola illustrata che lo rappresenta.

Realizzato in collaborazione con il Progetto Stigma, Abissi Tascabili snocciola nelle sue dieci tracce il rapporto dell’uomo alle prese con il baratro, fotografato un attimo prima di perdersi.

Il tratto fumettistico sembra ideale per raccontare la tragedia ed il tormento dell’uomo, per i più appassionati non sfuggirà il richiamo e l’omaggio a Dylan Dog, uno dei protagonisti cult del genere, in titoli quali Maelstrom e Memorie di un ESP. Dieci brani e dieci storie illustrate attraverso le quali la vera sconfitta torna sulle spalle dell’essere umano, immobile e bloccato, che si accontenta di vivere una vita ovattata e sdrucita attraverso il proprio alter ego social. View full article »

Un viaggio a sud est, così potremmo definire in prima battuta il nuovo disco di Simona Norato. Un est che fa della Sicilia il suo punto di partenza per spingersi verso l’Africa, senza tralasciare territori dalle forti suggestioni arabe.

Un album che va controcorrente rispetto al mercato attuale, alla supremazia musicale anglofona e ai suoni stereotipati a cui l’indie pop italico ci ha abituato, per abbracciare strumenti originali, armonie ricercate e ritmiche mai banali.

Prodotto da Cesare Basile e registrato in presa diretta agli Studi Zen Arcade di Catania, Orde di brave figlie è il secondo album della cantautrice palermitana, dopo La fine del mondo, esordio del 2015 finalista al Premio Tenco e la collaborazione con la conterranea Serena Ganci nel duo elettropop Iotatola. View full article »

RESILIENZA

Resilienza

Photo by Valentina Spagli

A volte la sensibilità non ti salva

Dalle cose,

Dalla quotidianità,

Dalla realtà

Un ago nel paracadute

Un sasso sotto le ruote

Un’alga attorno alla caviglia

Una spinta verso il basso

Eppure la paura più grande

Resta quella di perderla

La sensibilità View full article »

Benvegnù &amp; ReiLa suggestiva cornice del Castello Sforzesco sembra essere davvero il contesto ideale per  ospitare un concerto intitolato Canzoni contro la disattenzione, merito di quel silenzio innaturale per una location nel pieno centro del capoluogo lombardo.

Ad aprire la serata, la cantautrice veronese Veronica Marchi in formazione solista – chitarra e voce – che con una manciata di pezzi ci accompagna con delicatezza ed eleganza nel suo mondo fatto di sensibilità e poesia.

Pochi minuti e sul palco arrivano i protagonisti, Paolo Benvegnù e Marina Rei. Si inizia con uno dei brani più intensi di Fabrizio De André, Amore che vieni, amore che vai per proseguire con altri omaggi che spaziano dal pop di Pensiero Stupendo di Patti Pravo alla poesia di Cosa sono le nuvole di Domenico Modugno, senza tralasciare l’intensità di autori come Lucio Dalla, Paolo Conte ed il milanese Giorgio Gaber. View full article »

Giancane 11 Federico Cenci.jpgHai presente una di quelle serate uggiose milanesi in cui non hai proprio voglia di uscire? Ma poi ti ricordi che sei una nostalgica in trasferta, suona il romanissimo Giancane all’Ohibò e allora ti fai forza ed vai al concerto.

Componente del Muro del Canto, cantautore irreverente e dissacrante con due album all’attivo (Una vita al top e Ansia e Disagio), Giancane sale sul palco con tutto l’intento di divertire e divertirsi. E ci riesce, pescando a  piene mani da un repertorio breve ma intenso. Si parte dal nuovo disco con 2 volte 6 e il pubblico canta e ride già dalla prima nota. View full article »

meillennials_cartolina_web_w564_h840IL 23 DICEMBRE A ROMA L’INIZIO DEI LAVORI NELL’AMBITO DI “MEILLENNIALS” (DAL 21 AL 23 DICEMBRE)

Un’associazione che riunisca i giornalisti e i critici musicali italiani: sarà incentrata su questo l’edizione speciale del Forum del giornalismo musicale che si terrà sabato 23 dicembre a Roma.

Il Forum, diretto da Enrico Deregibus, dopo due edizioni di successo al Mei di Faenza si sposta ora nella capitale, nell’ambito della manifestazione “MEIllennials”, in programma dal 21 al 23 al Monk (in Via Giuseppe Mirri 35).

Nella mattinata del 23, alle ore 10, si svolgerà una assemblea fra tutti gli aderenti al Forum per dare il via ai lavori per la creazione appunto di una associazione di giornalisti e critici musicali, esigenza maturata durante le due edizioni di Faenza. Nell’assemblea se ne discuterà delineando le linee guida per uno statuto.

Per aderire basta inviare una semplice mail a: enrico.deregibus@gmail.com e in copia a mei@materialimusicali.it .

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Roberta GialloE’ stata la cantautrice bolognese Roberta Giallo ad aggiudicarsi il Premio dei Premi, il contest del Mei di Faenza che ha riunito, sabato scorso, i vincitori dei più importanti concorsi italiani di canzone d’autore e world music intitolati a cantautori scomparsi. Al secondo posto i siciliani Pupi di Surfaro, al terzo la siculo-belga Sighanda.

Al Teatro Masini ogni artista ha eseguito un brano proprio ed una cover di un nome storico della musica italiana. Una sorta di passaggio di testimone dai grandi protagonisti della nostra canzone ai giovani che ne stanno raccogliendo l’eredità. View full article »